Il Tirreno

Pistoia

Morgia costretto dalle tante assenze ad affidarsi al 4-3-3

di Saverio Melegari
Morgia costretto dalle tante assenze ad affidarsi al 4-3-3

La Pistoiese cerca il ritorno alla vittoria contro Scandicci Il mister arancione: «Ormai ho fatto il callo alle defezioni»

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PISTOIA. Voglia di tornare a vincere sul rettangolo di gioco, curiosità per capire la reazione dei tifosi della Pistoiese nel vedere quelli finti in gradinata (dell’Olanda). L’attesa di Pistoiese-Scandicci, sesta giornata d’andata del girone E di serie D, sta tutta qui. Nella necessità degli arancioni di conquistare la vittoria, che in casa è obiettivo primario, contro una squadra che punta a salvarsi, e nelle parole del pubblico di vedere una parte di stadio colorata, per esigenze anche pubblicitarie, di tante facce che per 90’, o che si vinca o che si perda, rimarranno sempre a bocca aperta.

Le assenze adesso iniziano ad essere pesanti, perché Morgia oggi dovrà fare a meno di Galasso (fuori tutto l’anno), degli squalificati Nocentini e Buglio e dell’acciaccato Giordani. Tutto ciò costringe l’allenatore della Pistoiese a rivedere addirittura il modulo: da quando era qui aveva sempre scelto il 3-4-3, mentre almeno oggi è costretto a ricorrere al 4-3-3.

«Oramai ho fatto il callo ad avere defezioni – spiega il tecnico della Pistoiese – visto che fino ad oggi, dall’inizio della preparazione, non sono mai riuscito ad avere il gruppo al completo. Ma questo non dev’essere un alibi e non mi lamento affatto visto che credo ciecamente nella chimica di questo gruppo e nello spirito di sacrificio di tutti. Vorrei però ricordare che da quando sono qui non ho mai parlato di moduli, ma semplicemente delle caratteristiche dei giocatori di adattarsi al mio tipo di calcio: l’importante è la manovra palla a terra, essere sempre propositivi e mettere pressione ai portatori di palla avversari. Poi i numeri contano fino ad un certo punto».

Un’ora di partitella in settimana per De Angelis non è ancora sufficiente per vederlo in campo dal primo minuto, visto che ha al massimo 30’ nelle gambe e dovrà rientrare gradualmente. «Si è fatto male ha metà preparazione – prosegue Morgia – ed ha 20 giorni di allenamento ed il resto del gruppo oltre due mesi: solo questo spiega perché è ancora indietro. Questo mi fa aumentare ancora di più la rabbia per essere usciti dalla Coppa perché poteva servire per dare modo di recuperare a chi è più indietro».

Verrà varato, quindi, il 4-3-3 con i quattro difensori che saranno Varutti, Collacchioni, Giovanelli e Molnar, mentre in mediana ad ispirare la manovra toccherà a Gambadori con Belli e Minincleri ai fianchi.

E poi la curiosità per vedere i maxiteloni piazzati in gradinata con i tifosi finti, mentre a quelli veri toccherà sgolarsi per incoraggiare dal primo all’ultimo minuto gli arancioni in campo. Perché se lo meritano, a prescindere dal risultato che verrà fuori al 90’.

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