La manifestazione
Pistoia: è difficile anche comprare l’abbonamento
La maggior parte delle società si appoggiano a banche e ai negozi di gadget Per i nostri tifosi c’è solo lo sportello al Palacarrara aperto due ore al giorno
PISTOIA. Se le rinnovate preoccupazioni uscite da via Fermi, sono dirette in particolare al mondo economico, agli imprenditori e alle associazioni di categoria che sembrano “sorde” alla possibilità di promozione offerte dal Pistoia Basket in A1, è ovvio che tutta la città è chiamata in causa.
Una città storicamente allergica all’abbonamento, quella forma che permette al club di avere subito i soldi dei tifosi, senza aspettare la loro scelta domenicale di andare o no alla partita.
Certo è che, nonostante il mantenimento di prezzi tra i più bassi della serie A sia per abbonamenti che per i biglietti, non si può dire che la società biancorossa agevoli i tifosi che vogliono sottoscrivere la loro tessera fedeltà.
Probabilmente non solo per colpe proprie visto che, sbirciando la campagna abbonamenti delle altre 15 squadre al via dell’ormai imminente Legabasket, i partner anche solo come sedi di biglietteria dei club sono tanti, con le banche in pole positon.
Istituti di credito che, in via Fermi, sono ormai i grandi assenti del pool di contribuenti del Pistoia Basket da quando la Cassa di Risparmio ha gradualmente ma in maniera continua ridimensionato il proprio sostegno.
Per fare l’abbonamento al Pistoia Basket, i tifosi devono andare per forza al PalaCarrara, che apre il botteghino solo due ore al giorno (dalle 17 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 12,30 il sabato), e in tutte le altre città dell’A1 l’abbonamento e il biglietto sono acquistabili on-line direttamente sul sito della società o attraverso il circuiti di vendita di biglietti (per concerti ed eventi vari) dissipati in varie parti della città.
Tutti insomma si muovono per andare a cercare i tifosi per l’intera provincia (o regione nel caso di Sassari per la Sardegna).
Nessuno può pensare di paragonare Pistoia al parterre di club che rappresentano metropoli o che hanno fatto la storia del basket: a Milano, Varese, Venezia ma anche Sassari infatti gli abbonamenti si possono comprare al negozio ufficiale della squadra, aperto tutti i giorni, che ha il proprio sito internet che dà possibilità di prenotare con un clic il proprio abbonamento magari insieme alla maglia del nuovo capitano meneghino Gentile o a quella spiritosa dedicata a coach Meo Sacchetti che ha fatto di Sassari un piccolo-grande miracolo (forse l’unico) della pallacanestro di oggi.
Ma il confronto è impossibile anche con la stessa Reggio Emilia dove biglietti ed abbonamenti (molto più cari di Pistoia) possono essere acquistati in qualsiasi filiale della Banca Reggiana e del novello Banco Emiliano, espressione del territorio di Sassuolo che con l’ingresso di Mapei nel pool di sponsor reggiani, diventa un altro territorio di riferimento. Anche la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù permette alla prima avversaria biancorossa in campionato, una capillare diffusione sul territorio di sportelli dove “fidelizzarsi” alla squadra comasca mentre l’Unipol permette agli abbonati della Granarolo Bologna il pagamento tramite finanziamento.
Nessuna banca ma tanti punti vendita in città e in provincia che si mettono a disposizione del basket, sono quelli di cui dispongono la Pasta Reggia Caserta (10 tra i bar e le edicole dove si può fare l’abbonamento al PalaMaggiò), la Sidigas Avellino, la Sutor Montegranaro (11 i punti vendita dissipati su tutta la costa fermana) e Pesaro.
Uniche città dove per fare l’abbonamento si può andare solo al palazzetto sono Siena, Roma e Cremona ma i botteghini sono comunque aperti mattina e pomeriggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
