Attenzione
«Quanto entusiasmo per la Tesi Group»
Kyle Gibson : «Farò tutto quello che serve per vincere»
PISTOIA. Dopo la banda dei “capelloni” sbarcata a Pistoia il look normale di Klye Gibson aumenta la sua seriosità, ma anche parlando con la nuova guardia biancorossa c’è l’impressione di avere la situazione in mano.
È qui «per fare tutto quello che serve per vincere» che sia segnare piuttosto che giocare per la squadra. Paolo Moretti introducendolo ha detto di esser molto contento del suo innesto perché gli è piaciuto il suo “under control”, tenere tutto sotto controllo ed essere uomo squadra che segna (e in questa Tesi Group c’è bisogno di punti specie da lontano) e che riesca ad elevare anche il rendimento degli altri.
È arrivato in città da poco più di due giorni, praticamente dopo un mese di allenamenti dei compagni, ma fa capire di sapere dove è arrivato.
«È la mia prima esperienza fuori dagli Stati Uniti – ha detto l’esterno 26enne – ma conosco tanti giocatori di D-League che hanno già giocato qui in Italia e mi è capitato di vedere in tv alcune partite dei vostri campionati. Conosco bene la pizza che mi piace molto e spero di andare a Venezia, perché a Los Angeles c’è una zona (Venice Beach, ndr) che la ricorda».
Tranquillo e pacato, Gibson usa spesso la parola “familiare”, segnale di sentirsi già a suo agio a Pistoia. Ed il primo impatto è stato notevole con la bella serata sulla Sala a cui ha partecipato con entusiasmo. In più conosce diversi dei suoi nuovi compagni, da Johnson con il quale ha giocato nei Canton Charge a Daniel e Wanamaker che ha avuto come avversari («la familiarità che c’è tra noi potrà servire»).
«Sono rimasto molto colpito dall’accoglienza che mi ha riservato la città – continua Gibson – dall’entusiasmo che ho respirato alla presentazione della squadra con tutti quei ragazzi che cantavano per noi. Non mi era mai successo prima di vedere tutto quest’entusiasmo senza aver giocato gare di campionato. Penso che sarà importante anche per aiutarmi quando ci sarà da guidare la squadra».
E Gibson usa proprio il termine “drive” che in inglese viene usato per indicare la guida di veicoli stradali, segno che Gibson conosce già quello che la Tesi Group si aspetta da lui: ex giocatore di football che ha preferito il basket perché «segnare il canestro della vittoria» è il momento più bello.
Avrà la maglia numero 22 che, oltre ad essere la data di nascita è anche lo stesso che aveva nella squadra di football nella quale ha giocato dai 6 ai 16 anni. «Mi piace giocare in entrambe le parti del campo – conclude – sono bravo a difendere sul mio avversario e poi segnare in transizione. Mi sento pronto a fare tutto quello che mi chiederà il coach».
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