Sicurezza
Il pallone sembrava perso Per tutti, ma non per Toledo
Nel gol che regala i tre punti alla Pistoiese tutta la tenacia del brasiliano capace di recuperare una sfera impossibile e di creare l’assist decisivo
PISTOIA. Il cronometro dell’arbitro batte il minuto numero 66, la Pistoiese sta affrontando il Gualdo Casacastalda, terza di andata del campionato di serie D. Una pioggia scrosciante bagna il campo, sfianca i giocatori, annebbia la vista del pubblico. La partita è ferma sullo zero a zero, gli arancioni non riescono a sfondare il fortino ospite. Dalle retrovie parte un lancio lungo, un pallone per Robson Machado Toledo. La sfera rimbalza, schizza via veloce, ma il brasiliano ci crede e la riprende sulla linea di fondo. Nonostante avesse corso come un dannato per più di un’ora. L’addomestica, quella palla, la porta sull’esterno, dove decide di fronteggiare l’avversario. Una, due, tre finte di piede, poi un passaggio perfetto per l’accorrente Belli, che pennella per l’inzuccata vincente di Bigoni.
Esplode il “Melani”, fa festa la panchina, la Pistoiese trova la chiave di volta per scardinare il match. E buona parte del merito sta lì, nella corsa di Robson Machado Toledo: «Due parole, crederci sempre. È questa la lezione più importante del nostro mister», spiega l’esterno. Che poi dispensa parole da vero leader: «Se abbiamo fatto una grande prestazione è merito del duro lavoro che svolgiamo durante la settimana, e siamo stati bravi a scendere in campo con la giusta cattiveria».
A chi obietta che gli è mancato il gol, risponde con diktat sacrosanto: «L’importante è che segni la squadra». Non sarà entrato nel tabellino il brasiliano, ma la sua prova è stata da incorniciare, soprattutto per l’impegno. Come nel primo tempo, quando si è sbattuto in lungo e in largo per giocare qualche pallone: «Il Gualdo chiudeva bene tutti gli spazi, non si sono mai sbilanciati, io ho svariato molto per non dare punti di riferimento e per provare a inventare qualcosa. Per fortuna nel secondo tempo loro sono un po’ calati, mentre noi abbiamo continuato a crederci».
In questo senso è stato fondamentale l’ingresso di Peluso, che proprio con Toledo ha duettato a più riprese: «Lui è un grande giocatore, il suo ingresso ci ha garantito quello che era mancato fino ad allora, fraseggio e profondità». Al momento della sua sostituzione, lo stadio gli ha tributato un fragoroso applauso. Giusto premio per un giocatore che già nell’ultima parte della stagione fece vedere di cosa era capace: «Sono molto contento dell’affetto dei tifosi nei miei confronti, spero di riuscire sempre a ripagare la loro fiducia».
«Siamo ancora all’inizio – ammonisce Toledo, a frenare gli entusiasmi – la strada è lunghissima, noi dobbiamo andare avanti così». Si, bisogna continuare a correre. Magari alla stessa velocità del leader brasiliano.
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