Il Tirreno

Pistoia

Velocità e doti atletiche per essere protagonsiti

di Elisa Pacini
Velocità e doti atletiche per essere protagonsiti

I due nuovi rookies della Giorgio Tesi Group si presentano ai tifosi biancorossi Daniel: «In campo sempre per vincere». Johnson: «Sarà la mia occasione»

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PISTOIA. Paolo Moretti li ha presentati come “due giocatori complementari” sotto i tabelloni: Johnson è un 4/5 dotato di buon tiro, mentre Ed Daniel è più interno. Di sicuro, a due giorni dall’arrivo a Pistoia, che per loro rappresenta la porta d’ingresso al basket europeo, Edward Daniel e JaJuan Johnson complementari lo sono nel look.

Capigliatura anni Settanta e una vaga somiglianza con il grande Jimi Hendrix l’uno (Daniel), classico taglio cortissimo l’altro (JJ Johnson), che, a differenza dei suoi nuovi compagni a stelle e strisce, non sfoggia quei tatuaggi ben visibili su ogni centimetro di braccia e mani di Ed. Per il resto i due, quasi coetanei, provenienti dai due angoli opposti degli Stati Uniti (Daniel, 23 anni è un ragazzo dall’Alabama, mentre Johnson, 24 anni, arriva dal freddo di Indianapolis) hanno molte cose in comune. La prima e la più importante è l’esser esordienti assoluti in Europa, e lo si vede dal fatto che Moretti deve spiegargli cosa vuol dire “giocare per la salvezza” (parola sconosciuta nei campionati americani sia universitari che professionisti); la seconda l’esser due lunghi leggeri e veloci che dovranno metter sul piatto il proprio dinamismo e l'impressionante apertura di braccia di fronte a quei “bisonti” che hanno molte squadre dell’A1.

«Si scende sempre in campo per vincere – dice Daniel, rispondendo a chi gli chiede se sarà difficile cambiare mentalità e calarsi in quella di una squadra che lotterà per la sopravvivenza – In questo non cambia nulla rispetto al fatto che si giochi per il titolo di Conference o per altro. Le differenze tecniche con il basket americano? Sicuramente ci sono, ma spero di imparare velocemente».

Di Pistoia, del resto, i due sanno poco o nulla, ma quello che sanno gli basta: sono qui per essere protagonisti. Lo fa capire Johnson, che si presenta con la maglietta del suo college (Purdue University), di cui manterrà il numero anche in biancorosso, prendendo il 25.

«Mi piace correre, saltare e stoppare – dice JJJ, aggiungenndo altra somiglianza, oltre a quella fisica, con Jarvis Varnado – Sono qui perché so che avrò la possibilità di essere un giocatore importante. Ho sentito la fiducia di Pistoia e io ho fiducia che sarà per me un’ottima occasione. Avevo offerte anche dalla Cina ma ho scelto Pistoia perché considero che i campionati in Europa siano più prestigiosi».

«Sono un giocatore dinamico – gli fa eco Daniel, che insieme a Washington ha già lanciato il concorso per la capigliatura più originale del campionato – Metto in campo una grande energia. Mi piace tirare dalla media ma anche mettere la palla a terra… Comunque sono qui per migliorare».

Numeri e immagini parlano (bene) per loro. Al resto dovrà pensare Paolo Moretti, che in questi anni è riuscito a far calare nel nostro campionato già diversi debuttanti di successo, come Varnado o Hardy. Il tallone d’Achille rimane – a detta dello stesso coach – la loro inesperienza. Ma Moretti è pronto a giocarsi questa sfida. La fisicità di molti lunghi avversari invece non lo spaventa.

«Non dobbiamo vincere lo scudetto – dice il tecnico biancorosso – ma salvarci. Confrontandoci con i 4-5 roster che come noi lotteranno per questo, non penso che il gap fisico sia così importante. Potremo pagare nel gioco statico, ma dovremo ovviarvi con il dinamismo e l’atletismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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