Sicurezza
Stefano Di Fulvo trionfa con l’Osella
Bella edizione della Limabetone storica: l’abruzzese firma il miglior tempo di sempre
ABETONE. È l'abruzzese Stefano Di Fulvio, con una Osella PA9/90, il vincitore del Trofeo Fabio Danti - XIX Limabetone Storica, nono atto del Campionato italiano velocità montagna auto storiche, organizzato dalla As Abeti Racing con la collaborazione dell'Automobile club Pistoia. La gara si è avviata sabato con due sessioni di prove ufficiali e ieri è proseguita con l'unica tornata di gara che ha scalato gli affascinanti tornanti sulla Statale 12 dell'Abetone e del Brennero. Ed ancora una volta ha offerto una edizione di grande sport con il valore aggiunto dello spettacolo che sanno dare solo le cronoscalate. Erano 115, i partenti, tra i quali il miglior riscontro cronometrico storico assoluto lo ha esibito appunto Di Fulvio, che ha firmato un 4'40"51, alla media di 102,70 Km/h, vale a dire 13"11 più veloce di chi gli è arrivato alle spalle: il sempre temibile fiorentino Stefano Peroni (Osella PA8/10), pilota esperto di cronoscalate, che ha siglato un 4'53"62.
I tre migliori tempi generali sono stati messi in campo da vetture del terzo raggruppamento: l'argento è andato dunque a Peroni, portacolori del Team Italia, il gradino più basso del podio a Simone Di Fulvio, fratello del vincitore assoluto, al via con una Lucchini SN88, attardato di 22"48. Giancarlo Chianucci (Lancia Barchetta) e Giuliano Palmieri (Porsche 911) sono stati rispettivamente i trionfatori nel primo e nel secondo raggruppamento.
Tra le vetture moderne il successo assoluto è andato nelle mani dell'eclettico siciliano Savatore "Totò" Riolo, con la Osella PA21S, al suo debutto sui tornanti che scalano l'Abetone. Il pilota palermitano di Cerda, capace di passare dalla guida rallistica a quella da circuito ed anche in salita con estrema disinvoltura, dopo aver approcciato al meglio con il tracciato durante le prove ufficiali (terzo tempo assoluto)ha trovato il successo fermando il cronometro su 4.50"37.
Riolo ha vinto davanti all'esperto livornese Franco Perini, al via con una Radical, vettura che ha sfruttato al meglio pur penalizzata dalla cilindrata di soli 1600 cc.
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