Il Tirreno

Pistoia

«Sono uno che gioca per la squadra»

di Elisa Pacini
«Sono uno che gioca per la squadra»

Tesi Group, Brad Wanamaker si presenta alla città. Moretti: «Ha il carisma giusto, gli affiderò le chiavi del quintetto»

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PISTOIA. Ama la transizione, il “flusso” del gioco a metà campo, laddove, in pochissimi istanti, i playmaker devono azzeccare la mossa giusta per servire i compagni. Si è presentato così, con la sua indole di “giocatore di squadra”, abbastanza inusuale per un esterno nato al di là dell’oceano, Brad Wanamaker, il primo tra gli americani della nuova Tesi Group ad arrivare a Pistoia e l’unico che sarà presente al raduno di oggi.

D’altra parte, il sorridente ragazzo di Philadelphia, altra “pantera” di Pittsburgh, come l’ex biancorosso Antonio Graves, sa che il suo compito sarà anche quello di orchestrare il gioco. Magari di dare la palla giusta per pescare la schiacciata di Washington o di JJ Johnson, per la gioia del PalaCarrara, che non aspetta altro che conoscere i suoi nuovi beniamini.

«Sono uno che gioca per la squadra – ha detto “Wana” davanti ad una sala stampa gremita di giornalisti ma anche tifosi “affamati” di basket dopo il digiuno estivo – Non amo forzare e prendo quello che la gara dà. Penso di poter dar molto anche in difesa e, in generale, mi piace il “flusso” del gioco».

Delle sue qualità di difensore ha parlato proprio Paolo Moretti, ma basta guardarlo per capire che il play/guardia classe ’89, alto più di 1 metro e 90 e di quasi 100 kg, con il suo fisico massiccio per un regista, può difendere anche sull’ala piccola.

«Brad viene dall’università di Pittsburgh – ha detto il coach biancorosso – la stessa di Graves e di un altro giocatore che ho avuto il piacere di allenare a Livorno, Troutman. Conosco il marchio di questa scuola: l’energia e la forza nei suoi giocatori. Brad è un play solido, che mi ha sempre fatto una grande impressione vedendolo giocare, ha il carisma e la leadership giusta. Per questo sono contento di affidargli le chiavi della squadra».

Non c’è dubbio che quello di Wanamaker è un compito di responsabilità. Un po’ per il ruolo, un po’ perché, nonostante i suoi due anni scarsi in Europa (la stagione travagliata di due anni fa tra Teramo e Forlì e l’ultima in Francia), è tra i più esperti del nostro basket nella pattuglia americana scelta da Paolo Moretti.

«So che quella che mi dà Pistoia è una grande opportunità – ha detto il 24enne esterno – e sono pronto a raccoglierla. Nelle ultime due stagioni non penso di aver giocato al pieno delle mie possibilità e sono pronto a fare uno scalino in più».

Per riscattarsi davanti agli occhi dei baskettari italiani, dopo l’apparizione altalenante di due anni fa, ha scelto Pistoia, di cui, dice, ha sentito parlare un gran bene.

«Sono contento di tornare in Italia, prima di tutto perché il cibo è ottimo – scherza Wanamaker, conquistando i sorrisi dei presenti – e sono contento di ripartire da Pistoia, di cui ho sentito solo cose positive, non solo sulla squadra ma anche sull’ambiente e sui tifosi. So che venite da un grande campionato e sono fiducioso che, allenandomi bene in pre-campionato con gli altri ragazzi, che conosco di fama, potremo costruire qualcosa di buono per fare felici i tifosi anche quest’anno».

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