Gioco
Capitan Toppo lascia Pistoia fra le lacrime
Ma l’uomo della promozione non nasconde che la Tesi voleva abbassargli lo stipendio. E allora ha scelto di andare in Sicilia
Il momento che nessuno avrebbe mai immaginato è arrivato: da ieri Fiorello Toppo non è più il capitano del Pistoia Basket. L’uomo-simbolo della rinascita cestistica di casa nostra, dopo nove stagioni e 355 presenze in campo (a -10 dal record di tutti i tempi di Claudio Crippa), ha deciso che è il momento di voltare pagina diventando un giocatore della Sigma Barcellona, strafavorita in LegaDue Gold. Una decisione sofferta così come lo è stata la conferenza stampa piena di emozioni, lacrime, commozione ed applausi arrivati dalla trentina di tifosi presenti per ascoltare direttamente le parole di Fiorello. Toppo saluta Pistoia perché «a 33 anni sono ancora integro fisicamente e sento la voglia di giocare tanto. A Pistoia, con la serie A, è evidente che saranno gli americani a dover fare la differenza». Una decisione fin troppo difficile per il capitano che non ce la fa a trattenere le lacrime tanto che ha bisogno di tornare in quello spogliatoio che per nove anni lo ha visto esultare, arrabbiarsi, crescere e festeggiare la serie A prima di parlare. «Il mio traguardo l’ho raggiunto – dice Fiorello Toppo – perché ho riportato Pistoia fino alla massima serie, nonostante si sia trattato di un cammino lungo. Quando la società mi ha comunicato che voleva confermarmi ma toccando al ribasso la parte contrattuale la prima sensazione è stata quella della rabbia. Però ho capito che ci sono delle difficoltà ed allora mi sono guardato intorno: in un altro momento mi sarei imbufalito, perché la parola data per me conta molto ma adesso mi sento di spezzare una lancia a favore della società». Minor introiti e minor minutaggio: da qui la scelta di andare a Barcellona. «Vado via – prosegue l’ex capitano – con il rispetto infinito verso tutti quelli che lavorano all’interno della società ed il mio saluto va anche a due sponsor come Antonio Caso e Fabrizio Tesi che hanno fatto tanto in questi anni. In questa scelta, chiaramente, il lato più complicato è quello umano perché quando ti leghi ad un posto diventa difficile soltanto dirgli arrivederci, e questo vale per mia moglie così come per gli amici ed i tifosi: Pistoia oramai è la mia città e non posso che augurare il meglio a questa società per rimanere in serie A». Idee chiare anche su chi dovrà essere il nuovo capitano. «Spero sia Galanda – conclude Toppo – perché è bello che possa chiudere la sua carriera a Pistoia e si è meritato sul campo i gradi di capitano: non c’è nessuno meglio di lui». Come sempre, però, a fare da cerimoniere ci ha pensato il presidente Maltinti con gli occhi gonfi di lacrime. «Dico sempre – attacca il numero uno di via Fermi – che per apprezzare le cose belle della vita bisogna assaporare anche quelle brutte ed oggi è una di quelle occasioni. Il capitano ci lascia per iniziare una nuova avventura e, onestamente, ero pronto anche io per lasciare con lui ma poi ho riflettuto ed ho detto che non era il momento perché devo essere qui ad aspettare l’ora nella quale Fiorello tornerà a Pistoia. Lo sapete quanto sono legato a lui tanto da essere persino il suo testimone di nozze e sono contento che la sua avventura in biancorosso gli è servita per crescere e diventare un giocatore affermato nel mercato del basket». È chiaro a tutti che non si tratta di un addio, ma soltanto di un arrivederci. A quando non si sa, ma un giorno tutto tornerà come prima.
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