Il Tirreno

Pistoia

a volte ritornano

Kobe Bryant a sorpresa tra i vecchi amici di Cireglio

Kobe Bryant a sorpresa tra i vecchi amici di Cireglio

PISTOIA. Maglietta bianca, bermuda rossi floreali e zaino in spalla: così Kobe Bryant, nonostante la stazza e i muscoli in vista, è riuscito a mimetizzarsi come un semplice turista ieri mattina in...

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Maglietta bianca, bermuda rossi floreali e zaino in spalla: così Kobe Bryant, nonostante la stazza e i muscoli in vista, è riuscito a mimetizzarsi come un semplice turista ieri mattina in una Pistoia ancora addormentata nel risveglio lento del giorno di festa del Patrono. E’ stata una toccata e fuga, il primo ritorno dell’asso dell’Nba nella città dove giovanissimo visse due anni insieme alla famiglia. Tutti al seguito di babbo Joe che nel 1987 illuminava il palazzetto di via Fermi dove l’allora Maltinti giocava la prima stagione in A2.

Due anni che l’asso dei Lakers, uno dei giocatori di basket più forti di sempre, non ha dimenticato visto che ha voluto fare tappa a Pistoia nel tour toscano di questi giorni.

La visita lampo di ieri per Bryant, arrivato in città poco prima che il centro si popolasse per il corteggio storico di San Jacopo (chissà se Kobe lo sapeva, comunque è stato abilissimo a dribblare folla e fotografi), è stata proprio un ritorno alle origini visto che la prima apparizione è stata intorno alle 7,15 al My Bar di Cireglio, paese dove la famiglia Bryant risiedeva negli anni pistoiesi. Claudio Sabatini, storico titolare del bar, quando l'ha vitsto, è stato colto alla sprovvista. «Sei un giocatore di basket di Pistoia?» sembra gli abbia chiesto. E lui ha risposto: «No, io gioco in America». «Allora sei Kobe Bryant!» ha detto subito il barista, che era già lì al telefono per riunire i coetanei dell’allora piccolo Kobe.

Tra loro, Lorenzo Vivarelli, uno dei migliori amici di Kobe negli anni di Cireglio, e Alessia Pierattini che lo ha condotto in un vero e proprio “tour” dei ricordi che ha toccato la la sua vecchia casa, la chiesa dove è passato a comunione e a cresima e i campetti sportivi. «È rimasto un po’ male – rivela Lorenzo – a vedere che non ci sono più i canestri…».

È anche sul quel rettangolo di cemento arroccato sulle colline che Kobe ha iniziato a giocare a basket, gareggiando alla grande anche con i ragazzi del paese più grandi di lui. «Tornava da scuola – continua Lorenzo – e dalle tre alle sette del pomeriggio si metteva lì a tirare e a giocare con noi. Aveva promesso di tornare qui a Cireglio e ha mantenuto la promessa. Ha anche detto che gli piacerebbe un giorno venire a giocare a Pistoia…quindi Maltinti si può fare avanti (ride, ndr)».

In città la (vana) caccia all’uomo è scattata quando Alessandro Fagni, titolare dell’omonima boutique, nonché grande tifoso di basket ha messo la foto con Kobe e lo sfondo della pista della Giostra, su Facebook. «Intorno alle 9,15 me lo sono trovato davanti in piazza del Duomo – dice Fagni – gli ho chiesto incredulo di fare una foto e lui gentilissimo si è prestato. Gli ho detto che mi ricordavo di lui quando giocava con gli altri bambini tra il primo e il secondo tempo delle gare della Maltinti. E’ impossibile non ricordarselo, non sbagliava mai un tiro».

Elisa Pacini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa