Sicurezza
Al «Terme» s’impone un... Re italiano
Il cavallo di Enrico Bellei resiste a tutti gli attacchi dall’inizio alla fine, davanti a un pubblico di altri tempi
MONTECATINI. Ippodromo gremito, per il fascino di una corsa di tradizione come il “Terme”, che ricordava anche un grandissimo delle redini lunghe come Vivaldo Baldi.
I rumors dell’immediata vigilia della gara che inquadravano in Red Baron, guidato da Federico Esposito, come probabile leader. Ma nel parterre di guidatori figurava il driver che più di ogni altro ha la sensibilità nelle mani per sfruttare tutto lo scatto iniziale e la determinazione, il saper mantenere il corretto equilibrio in quei primi 100 metri decisivi per andare davanti. Si chiama Enrico Bellei, collezionista di oltre cento gran premi.
Red Baron ci ha provato a scattare forte dal 3, ma al suo esterno si è profilato Bellei che ha messo la testa del suo Re Italiano Ur davanti a quella del cavallino guidato da Federico Esposito. La competizione ha snodato i suoi successivi 1.900 metri, raccontati dalla bella cronaca dello speaker Mirco Frati, in un susseguirsi di attacchi al battistrada. Revolver, lungo la curva prima del passaggio davanti alle tribune, ha piazzato un primo allungo, alitando ai fianchi del belleiano. Lo ha poi rilevato Rodeo dei Venti, con Giuseppe Lombardo jr, che si è presentato “cattivo” quando si iniziava il giro finale. Bellei non ha perso la calma. Ha aspettato la piegata finale, quando anche Rambo Zs, determinatissimo in terza ruota, lo aveva già costretto ad accelerare sulla seconda parte della retta di fronte.
Entrando in dirittura, l’ultimo tentativo è stato di Red Baron che ha provato l’aggancio, ma Re Italiano Ur sè è svincolato, è volato a orecchie dritte verso il cerchietto rosso del traguardo a prendersi tutta la scena. È lui il migliore, guidato dal driver dalle mani d’oro e da una testa che è un computer che contiene tutti i file dei possibili schemi di corsa. Bellei al proscenio, per la terza volta nel Terme.
Lui, figlio di Nello Bellei, che è stato il grande rivale di Vivaldo Baldi. Poi un Enrico insolito si è concesso all’intervista, lui che schiva i cronisti, di fronte al calore della sua gente, sulla pista di casa ha rivelato che «il merito è tutto di questo cavallino bravo, a Torino non stava bene, lo hanno detto poi le analisi, ma qui ha ritrovato salute, condizione e ha fatto quello che gli ho chiesto, andar davanti e poi gestire, respingere tutti gli attacchi».
Lo avevamo scritto alla vigilia, Enrico Bellei quando va in testa in pista piccola, al Sesana, è inavvicinabile. Un numero uno che ha diretto da gran maestro d’orchestra un buon cavallo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
