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Per i lavori di adeguamento alla A ci vorranno almeno 30mila euro

Per i lavori di adeguamento alla A ci vorranno almeno 30mila euro

PISTOIA. Se i dirigenti del Pistoia Basket iniziano a mettersi all’opera per rinforzare la squadra che dovrà affrontare la serie A, ci sono anche altri aspetti importanti, e soprattutto onerosi, da...

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PISTOIA. Se i dirigenti del Pistoia Basket iniziano a mettersi all’opera per rinforzare la squadra che dovrà affrontare la serie A, ci sono anche altri aspetti importanti, e soprattutto onerosi, da affrontare a breve, che riguardano il PalaCarrara. In particolar modo, c’è da staccare un assegno che si dovrebbe aggirare intorno ai 30.000 per le opere di manutenzione.

Dopo sei anni dalla sua realizzazione, infatti, c’è da rimettere mano al parquet, che dovrà rispettare nuovi parametri per quanto concerne il massimo campionato di basket. In particolar modo tutta la superficie dovrà essere ripulita e rilucidata, visto che in questi anni la manutenzione ha avuto delle pecche, come è facilmente visibile guardando il campo dall’alto.

La sostanza è che, rispetto alla LegaDue, cambiano le geometrie delle sponsorizzazioni e, quindi, bisogna cancellare tutte quelle già esistenti. Inoltre, la serie A chiede uno spazio di almeno due metri fra la fine del campo ed i cartelli pubblicitari che si trovano davanti alle panchine: considerando, però, che al momento quella distanza non c’è, bisogna rifarsi da capo anche con la colorazione del parquet perché, di fatto, il campo viene spostato di circa mezzo metro verso la tribuna (dove invece c’è molto più spazio inutilizzato) per ottemperare alle direttive di Lega senza dover giocare con una deroga specifica.

Inoltre, dovranno essere mandati obbligatoriamente in pensione i vecchi tabelloni posti sopra le due curve perché oramai obsoleti, visto che sono lì dalla realizzazione del palasport nel 1988: in primis perché ci sono soltanto dieci spazi per i giocatori, mentre adesso le squadre sono composte da 12 uomini, in secondo luogo perché dovranno essere collegati elettronicamente con il precision time: si tratta di uno strumento obbligatorio in serie A ed è una piccola consolle presente sul tavolo dei giudici di campo, con una piccola antenna più tre strumenti che sono allacciati alla cintura dell’arbitro; in sostanza hanno un sensore sonoro che ferma immediatamente il tempo quando il direttore di gara emette un fischio e diminuisce al massimo i tempi di reazione con i quali fermare il cronometro. Ed un tabellone nuovo può costare fra i 6 ed i 10mila euro.

Il tutto senza dimenticare che lo scorso 30 giugno è scaduta la convenzione fra Comune e Pistoia Pallacanestro per la gestione dell’impianto: altro argomento all’ordine del giorno durante l’estate e che rientra nella diatriba sulla vendita dell’impianto di via Fermi, sempre ferma in qualche cassetto comunale.

Saverio Melegari

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