Il dolore
Palazzetto, appello al Comune
Carrara: «Per aiutare il basket pistoieise deve diventare una fonte di ricavo per chi lo gestisce»
PISTOIA. Forse le grandi dinastie legate al basket non esisteranno davvero più, come dice lo stesso Maurizio Carrara, ma è normale che, a Pistoia, quando parlano lui o il fratello Marco (i volti attuali di una famiglia legata a doppio filo alla storia della pallacanestro in città) tutti drizzino le orecchie. Specie se le dichiarazioni arrivano all'inizio della settimana in cui il Pistoia Basket deve mettere i primi punti fermi verso la serie A. Auspicando il rinnovo della sponsorizzazione con i vivai Tesi, Carrara si mostra fiducioso anche sulla conferma di Paolo Moretti. E dà un consiglio all’amministrazione comunale: «Sul palazzetto venga incontro alla società».
«Così com'è – dice l'imprenditore pistoiese a proposito dell'impianto da marzo 2012 intitolato a suo padre – il palazzetto è in vendita formalmente ma non catalizza l'interesse di nessuno. Se c'è un progetto sportivo per la sussistenza di questo sport, questo dovrebbe nascere dalla concertazione tra la società e l'amministrazione comunale».
Nei prossimi giorni sarà ridiscussa la convenzione per la gestione del PalaCarrara, ma gli interventi di cui ha bisogno il palazzetto (insufficiente tra l'altro per le esigenze della prima squadra e dell'ampio settore giovanile biancorosso), vanno ben oltre. Tanto che, nei mesi scorsi, altri sponsor del Pistoia Basket avevano ventilato l'ipotesi di acquisirlo.
«L'unico modo di far diventare il palazzetto una fonte di ricavo per chi lo gestisce – continua Carrara – è che il Comune si impegni ad elargire un “vantaggio” ad uno sport che è anche un fenomeno sociale. Portare al palazzetto 4.500 persone (o 4.000, come per la finale) non è una cosa da poco, il Comune ne deve prendere atto. Venire incontro, da parte del Comune vuol dire per esempio dare la disponibilità anche di usufruire di alcune zone limitrofe all'impianto».
Da parte sua, Carrara spiega come la sua famiglia rimarrà a fianco del Pistoia Basket.
«Noi primo sponsor? – risponde a domanda precisa – Lo escludo. Quando abbiamo deciso di tornare primo sponsor, il nostro è stato un compito propulsivo per far tornare il basket ad un certo livello. Oora il nostro ruolo è dare un contributo perchè ci rimanga. La passione, l'entusiasmo sono intatti, ma per andare avanti ci vogliono altre cose. Basta guardarsi in giro, il ciclo delle famiglie legate ad una società prima o poi finisce. Guardate i casi Benetton, Scavolini... è fisiologico. La strada intrapresa dalla società di allargare ancora la base sponsor è giusta. La speranza di tutti è che si rinnovi il rapporto con la Tesi Group, anche se l'impegno economico in A1 è diverso».
«Moretti? – chiude – L'amicizia e la stima verso di lui mi fanno credere che rimarrà a Pistoia. Condivido quando dice che la società deve fare un passo avanti a livello organizzativo, e sono fiducioso che si stia lavorando per questo».
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