Il Tirreno

Pistoia

«La Tesi è tornata quella del primato»

di Saverio Melegari
«La Tesi è tornata quella del primato»

Guido Meini è convinto delle potenzialità dei biancorossi ma mette in guardia dalle qualità di Casale Monferrato

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PISTOIA. Una serie chiusa dopo quattro partite, vincendo in trasferta in maniera autoritaria gara4 e andando sotto soltanto nella terza sfida, soprattutto per le oramai note pressioni extra-campo a Scafati. Ma i quarti di finale di Guido Meini sono stati estremamente positivi: li ha chiusi alla grande in gara4 dando la botta decisiva alle speranze della Givova. Quel capitolo, adesso, si è già chiuso, e domenica se ne aprirà un altro, ancora più complicato, contro Casale Monferrato.

Serie vinta 3-1 sul campo: ma il bilancio di Guido Meini dopo i quarti di finale qual è?

«La considerazione che mi viene da fare immediatamente è che se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che avevamo perso il nostro spirito, la risposta c’è stata immediata. Questo è senz’altro positivo e, obiettivamente, mi aspettavo una reazione del genere, anche se fino a che non arrivi sul campo non puoi mai sapere quel che può succedere. E poi queste gare hanno dimostrato che la Tesi Group ha ritrovato l’impronta che ha avuto per quasi tutto il campionato».

I numeri dicono che, contro Scafati, è salito di livello Lorenzo Saccaggi e, così, Meini si è riposato di più, per essere pronto nei momenti-chiave: è così?

«Al di là del mio riposo, sono contento del rendimento di Saccaggi, perché più ognuno porta l’acqua al mulino e più la squadra ne trae beneficio. Però, visto quel che ha fatto Lorenzo in queste partite, è giusto sottolinearlo, perché spesso e volentieri è stato fatto l’opposto. Non penso a riposarmi di più, ma solo al piacere di avere un compagno così».

Un riposo che ha dato i suoi frutti in gara4, con le bombe dello stesso Meini che hanno mandato al tappeto Scafati. E’ stato davvero l’uomo decisivo?

«Non l’ho vista una prestazione così determinante per l’esito del match. Il mio obiettivo quando vado in campo è dare qualità e far girare la squadra, sapendo che non devo segnare per forza. Chiaramente, poi, vedendo i numeri, sono contento che i compagni ne abbiano tratto beneficio e che alla fine abbiamo chiuso la serie».

Escludendo gara3 e i fattori esterni, i risultati della stagione avevano detto il vero, cioè che Pistoia è decisamente più forte di Scafati. Con Casale, in campionato, siete 2-0, quindi succederà la stessa cosa?

«Spero di si ma credo di no. Oramai siamo rimaste quattro squadre che hanno dimostrato per tutto l’anno i propri valori, e due partite singole non possono essere lo specchio della stagione. Casale può contare su due americani di talento oltre che su italiani di qualità. Io me lo ricordo bene perché due anni fa, quando ero a Venezia, in finale con i piemontesi abbiamo sofferto tantissimo l’estro dei vari Malaventura, Pierich, Ferrero: e ora sono gli stessi».

Un aspetto che può essere determinante è il fattore-campo?

«Visto il pubblico che ci ha sostenuto nelle ultime uscite, non è facile per nessun avversario venir qui e dettar legge: però attenzione, perché le serie playoff sono imprevedibili ed i valori di Pistoia e Casale sono molto simili. Un appello ai tifosi? Se sono venuti a Scafati in una situazione nella quale ci voleva coraggio non c’è bisogno di chiamarli a raccolta: faranno sentire che siamo anche a casa loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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