Il Tirreno

Pistoia

«Decisive le nostre maggiori rotazioni»

di Elisa Pacini
«Decisive le nostre maggiori rotazioni»

Tesi Group, coach Moretti analizza il successo su Scafati e guarda già alla sfida con la Novipiù di Giulio Griccioli

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PISTOIA. Un’orchestra perfetta, in cui tutti si fanno sentire e nessuno pesta i piedi all’altro. Mai come nelle quattro gare della serie vittoriosa sulla Givova Scafati, la Tesi Group è riuscita a mettere in mostra la sua faccia poliedrica. Il dato che lo conferma è che, in quattro partite, solo Michael Hicks, in gara3, ha superato i 30’ d’impiego (giocandone 31’). Per il resto il direttore d’orchestra, Paolo Moretti, ha ruotato al massimo i suoi giocatori. Tutto fa pensare che, anche contro la solida Novipiù di Giulio Griccioli si seguirà il nuovo “must” di via Fermi: qualità e non quantità.

Coach, si può dire che il collettivo della Tesi Group ha battuto le individualità della Givova?

«Abbiamo finito la stagione con tanti punti in più di Scafati, siamo arrivati secondi e loro settimi. Per quel che si è visto nella regular season, il vantaggio è stato meritato. Nella serie invece penso che la vera differenza sia stata la nostra profondità, le maggiori rotazioni che hanno portato una grande distribuzione di punti, di falli, di pericolosità e minor fatica. In una serie con tre gare su quattro equilibrate, questo è stato decisivo».

In queste gare c’è stata una vera alternanza tra Meini e Saccaggi in regia. E’ un caso o nell’unica gara in cui questo non è accaduto (gara3, con Saccaggi sottotono), la squadra ha perso?

«Penso che su gara3 abbiano influito tanti fattoti, tanti episodi che alla fine hanno fatto la differenza. E’ chiaro poi che chi va in campo deve dare tutto, al di là del minutaggio e del momento in cui entra».

E’ d'accordo nel dire che in quest’inizio playoff si è visto il miglior Saccaggi della stagione?

«Su Lorenzo il discorso è più complesso: non bisogna scordare che ha perso due mesi importanti per la sua stagione per infortunio (alla spalla, che l’ha tenuto fuori da novembre a gennaio, ndr) e che veniva da un’estate molto impegnativa. In più le cose che gli vengono chieste quest’anno sono completamente diverse da quelle dell’anno scorso. Al di là di come andrà a finire questo campionato, se chiuderà bene come sta facendo ora, vuol dire che ha saputo migliorarsi di fronte a problematiche diverse quali sono quelle con cui si è misurato. Un’esperienza per lui importante».

Sotto canestro ha sempre cambiato quintetto iniziale, facendo partire prima Galanda in panchina, poi Fajardo, infine Toppo…

«Il nostro “mantra” attuale è: vogliamo qualità e non quantità. In questo senso l’interprete migliore è lo stesso Jacopo (Borra, dnr). Nelle ultime due gare ha giocato dai 5’ ai 10’, interpretando al meglio suo ruolo».

Tre delle quattro finaliste di campionato, Pistoia, Casale e Trento, sono state finaliste di Coppa. Segno di un valore indiscusso in questa stagione…

«Non c’è dubbio. Se in Coppa Italia però, giocando gare infrasettimanali, possono incidere molti fattori, chi arriva fino alla fine in campionato se lo è meritato perché ha sbagliato meno».

Sulla via della finale ritrova un’altra volta Giulio Griccioli…

«Le squadre riflettono quello che è l’allenatore. Quando incontri le sue squadre, trapela sempre un senso di organizzazione, serietà e durezza. Questo è merito di Griccioli. Casale è una squadra solida, penso che sarà una bellissima semifinale. Per noi sarà fondamentale giocare al massimo dell’intensità e della continuità».

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