Gioco
La gioia di Maltinti mentre la Baraonda balla
SCAFATI. È un Roberto Maltinti raggiante quello che, a fine gara, raggiunge la postazione Rai al PalaMangano e si fa portavoce in diretta tv della gioia della Pistoia sportiva per la qualificazione...
SCAFATI. È un Roberto Maltinti raggiante quello che, a fine gara, raggiunge la postazione Rai al PalaMangano e si fa portavoce in diretta tv della gioia della Pistoia sportiva per la qualificazione della Tesi Group in semifinale playoff. Dietro di lui, balla e si fa sentire la quarantina di tifosi che ha raggiunto la Campania per gara4 (alcuni per la seconda volta in 72 ore).
«Scafati ci faceva molta paura – dice Maltinti, riconoscendo i meriti di un avversario che si è rivelato molto duro – siamo contenti per questa vittoria e per aver raggiunto la semifinale. Ora non ci poniamo limiti, bisogna essere onesti ed avere il coraggio di dirlo». La Tesi Group nella serie contro Scafati ha dimostrato di aver completamente superato il momento buio delle ultime gare di regular season: l'innesto di Fajardo dà garanzie sotto canestro e la panchina è tornata a brillare soprattutto con un reattivo Saccaggi.
In più, l'eliminazione a sorpresa di Barcellona per mano di Trento (che ha rifilato un secco 3-0 alla super favorita siciliana), fa del PalaCarrara il campo “leader” dei playoff visto che Pistoia avrà sempre il fattore campo a favore. A chi chiede se Pistoia diventa ora favorita, Maltinti risponde con diplomazia. «Noi favoriti? – conclude il presidente – guardate cosa ha fatto Trento che certo favorita non era. Noi vogliamo continuare a divertirci e levarci delle soddisfazioni». A rendere merito alla Tesi Group è sportivamente anche Nello Longobardi, presidente onorario della Givova che, venerdì, aveva diramato un comunicato dissociandosi da quello che era successo fuori dal rettangolo di gioco in gara3. «Eravamo sulle gambe – dice Longobardi – la partita era difficile, loro sono una grande squadra. Avevamo problemi fisici su 3-4 giocatori importanti, loro sono i più forti ma ce la siamo giocata fino al 38'». (e.p.)
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