Il Tirreno

Pistoia

Coach Cavina lancia la sfida a Pistoia

di Elisa Pacini
Coach Cavina lancia la sfida a Pistoia

Playoff, domani gara1 tra Tesi Group e Givova. «Noi come David contro Golia, ma stiamo preparando la fionda»

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PISTOIA. «Abbiamo costruito un piccolo miracolo sportivo»: così Demis Cavina definisce l’aggancio in corsa della Givova Scafati al treno playoff. Parole che esprimono tutta la carica con cui la squadra salernitana (all’inizio una delle favoritissime del torneo, caduta poi in una crisi di risultati raddrizzata in extremis) arriverà domani al PalaCarrara per la prima sfida alla Tesi Group, in un quarto di finale playoff di altissimo livello.

«Ho parlato di piccolo miracolo – dice Cavina, approdato il 21 marzo sulla panchina di Scafati dopo l’esonero di Bartocci, che dopo poche giornate dal via aveva sostuito Di Carlo – perché siamo passati da essere fuori quasi clamorosamente a due gare dalla fine, all’esser dentro altrettanto clamorosamente dopo le ultime due vittorie. Hanno influito risultati da altri campi ma ci abbiamo messo soprattutto del nostro».

Una minirimonta che ha ridato entusiasmo ad un ambiente depresso dalla via Crucis del girone di ritorno (10 punti contro i 18 dell'andata) e dal ko in semifinale di Coppa proprio ad opera di Pistoia.

«Diciamo che prima della partita – continua il tecnico di Scafati – abbiamo due stati d’animo diversi. Scafati, da dicembre in poi, ha fatto un campionato al di sotto delle aspettative visto il problema dell’assenza del play. Ora abbiamo trovato un assetto di squadra (con Sorrentino aiutato da Bushati, ndr) e il gruppo si è ritrovato. Pistoia – aggiunge Cavina che, proprio a Trento, era tra gli osservatori in tribuna – si trova, per la prima volta nella gestione Moretti, nel finale di campionato, ad avere rotazioni di 10 giocatori e deve trovare la quadratura del cerchio. I playoff sono un altro campionato e sono sicuro che la troverà. Io che ne ho disputati tanti so che la posizione finale conta relativamente. Conta molto di più trovare quella scintilla che ti inneschi e ti faccia vincere queste partite, che sono appunto un’altra fase di campionato».

La pericolosità della Givova sta proprio nella sua imprevedibilità, che la porta a passare da tonfi netti (ko a Imola il 21 aprile) a colpacci come domenica scorsa su Barcellona. D'altra parte talento e potenziali mine vaganti, a Scafati, non mancano: dall’ex Tavernari a Ghiacci, da Mays a Slay, rivitalizzato dall’arrivo di Cavina.

«Con Ron ho trovato un feeling particolare – continua il tecnico romagnolo – da lui ho avuto risposte importanti e questa nuova impostazione di gioco, esalta la sua solidità. E' un’impostazione curiosa e nuova per me, che amo la difesa. Qui non puoi far altro che correre e gestire il ritmo».

Quando si parla di velocità, ecco che si materializza alla mente Andrea Ghiacci. Il suo duello con Hicks primette scintille.

«Ghiacci è un giocatore che conosce benissimo la categoria e gli avversari che ha di fronte – dice Cavina – con Barcellona, nonostante una serata no al tiro, ha preso molti rimbalzi e giocato per la squadra. E’ il nostro capitano e il nostro simbolo».

Dopo la rinascita, Scafati vuole tornare a pensare in grande. «Non si giocano mai i playoff tanto per giocare, vogliamo continuare a divertirci. Le quote e i pronostici ci dipingono come Davide contro Golia. Diciamo che abbiamo trovato il sasso e lo stiamo mettendo nella fionda».

Starà a Toppo e compagni, finora vincenti tre volte su tre contro la Givova, respingere l’ennesimo assalto da sud.

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