Il Tirreno

Pistoia

Diego Fajardo già nei panni di leader dello spogliatoio

di Saverio Melegari
Diego Fajardo già nei panni di leader dello spogliatoio

Il nuovo acquisto della Tesi Group è staqto chiamato a un debutto di fuoco nel match vinto in extremis domenica contro l’Upea Capo d’Orlando

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PISTOIA. Ha le idee già ben chiare Diego Fajardo su quel che succede intorno alla Giorgio Tesi Group, nonostante sia qui da neanche una settimana, si sia allenato tre volte (quasi sempre da solo) ed abbia giocato soltanto una partita. Riguardo a cosa?

«Con il mio arrivo – attacca lo spagnolo – le rotazioni si sono allungate e per alcuni giocatori gli spazi sono diversi. Ci può essere chi sta in campo pochi minuti, mi riferisco ai più giovani, ma loro stanno crescendo e nessuno deve colpevolizzarli se fanno qualcosa di sbagliato: è un percorso intrapreso che darà i suoi frutti, l’importante è remare tutti dalla stessa parte».

Da veterano, quindi, Fajardo sembra essere già uno dei leader dello spogliatoio della Tesi Group, ed un riferimento a Borra, così come a Rullo o Saccaggi, non è senz’altro puramente casuale. Sul suo debutto, invece, i pensieri sono contrastanti, perché doveva stare attento a ciò che poteva dare alla squadra e, allo stesso tempo, provare a limitare al massimo Capo d’Orlando che, al “PalaCarrara”, ha dato davvero del filo da torcere alla Tesi Group.

«Come esordio è stato difficile – continua Fajardo – anche perché abbiamo dovuto rimboccarci le maniche per venire a capo del match e, soprattutto nell’ultimo quarto, è stato duro il lavoro della difesa per effettuare la rimonta decisiva. Per quanto mi riguarda, dopo tre giorni insieme alla squadra non mi aspettavo certo di giocare così tanto (17 minuti, ndr), però va bene così: ho bisogno di ritrovare i ritmi giusti, sono uno che ama stare in campo e questo match mi è servito per vedere anche quello che poteva essere il mio primo impatto con i compagni. Senz’altro avrei preferito un esordio meno complicato, perché arrivare qua e pensare di perdere in casa mi aveva già fatto venire il mal di testa: fortunatamente, però, l’abbiamo rimessa in piedi».

Questa settimana sarà molto importante per l’italo-spagnolo perché, di fatto, da qui alla fine della stagione non ci saranno più così tanti giorni consecutivi di allenamenti, perché il ritmo dei playoff sarà incalzante. E dunque le sedute gli serviranno per crescere di condizione.

«Non posso certo dire di essere al top – prosegue l’ex varesino – anche perché il lavoro dei giorni scorsi era stato quasi differenziato dal resto della squadra visto che di mezzo c’era la partita con Brescia. Fisicamente sto bene e, con i playoff, troverò ancora più brillantezza per ritornare allo stato di forma che avevo in Iran visto che là giocavo 2 partite a settimana».

L’ultimo step della stagione regolare per la Tesi Group si chiama Prima Veroli, da affrontare domenica a Frosinone cercando una vittoria non impossibile e sperando in un passo falso di Barcellona che vorrebbe dire primo posto.

«Vorranno finire bene perché giocano in casa – conclude Fajardo parlando di Veroli – e sarà una sfida pericolosa, come lo è stata quella con l’Upea: ci vorrà il giusto atteggiamento, altrimenti soffriremo ancora come domenica. Concentriamoci sul campo e solo poi guarderemo cosa succederà sugli altri campi: altrimenti si rischia di fare delle figuracce».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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