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Pistoia

Morgia: «Ecco la Pistoiese che volevo»

di Saverio Melegari
Morgia: «Ecco la Pistoiese che volevo»

Il mister arancione vede la fine del tunnel non solo nei risultati, ma soprattutto nel ritrovato bel gioco

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di Saverio Melegari

PISTOIA

È indubbiamente il personaggio del momento Massimo Morgia. Con la sua verve e la voglia di rimettersi in gioco a 62 anni, ha riacceso un po’ d’entusiasmo intorno alla Pistoiese. Con le sue semplici regole la squadra è uscita dal tunnel di febbraio ed è entrata di gran carriera dentro la zona playoff. Non solo: si vede un bel gioco, gli avversari vengono resi inoffensivi ed il pubblico gradisce. E lo fa a tal punto da esaltare lo stesso allenatore al grido di “Baffo, baffo” come successo sabato pomeriggio dopo Pistoiese-Spal.

Mister, sabato era il suo compleanno ed i suoi ragazzi le hanno fatto, almeno in campo, un bel regalo. Non è così?

«È stata senz’altro una bella giornata e, soprattutto una bella partita. La Pistoiese non ha vinto e basta ma lo ha fatto mettendo in mostra un calcio propositivo, che crea tanto e che fa divertire la gente. È per questi motivi, come ho detto fin dal primo giorno, che sono venuto a Pistoia ed è bello vedere che l’obiettivo, almeno per la partita con la Spal, è stato raggiunto con tanta gente ad applaudirci. Non come succede da altre parti…».

Cosa vorrebbe dire?

«Domenica sono andato a vedere Tuttocuoio-Lucchese e c’è stata la dimostrazione che squadre come i rossoneri, noi, la Spal, la Massese non possono stare in queste categorie. Con tutto il rispetto per il Tuttocuoio, si giocava in uno stadio senza tribune e con 6-700 persone venute da Lucca a fare il tifo. Così non va bene e preferisco sfide come la nostra di sabato o la prossima al “Porta Elisa”, mentre in altri campi è dura».

Indipendentemente dai problemi extra-campo, alla Spal avete dato una bella lezione?

«Noi abbiamo avuto rispetto nei loro confronti, ma non posso dire altrettanto. Mi riferisco a quanto detto dal loro allenatore: sono dispiaciuto perché nelle sue analisi ha dato troppo risalto ai problemi societari, che senz’altro ci sono, senza dire niente di tecnico e questo non è bello».

Alcuni elementi sono rinati con lei in panchina. Il capofila è senz’altro Buglio…

«Tutti i ragazzi devono entrare in campo con l’idea che conta il collettivo, e non il singolo, e vale anche per chi non gioca. Alla fine sono dell’idea che il gruppo trionfa sempre ed i benefici si hanno poi anche sui singoli, come sta succedendo adesso a Buglio».

E del ritorno al gol di Gucci cosa ci dice? «Non mi sono mai preoccupato del problema ma sono contento e adesso spero che trovi il gol anche Toledo: manca solo lui. Ma Gucci ha giocato magistralmente anche per come si è messo al servizio dei compagni. Un gruppo come questo l’ho avuto raramente nella mia carriera e, con queste basi, ho sempre ottenuto grandi risultati».

La gente che aspetta Morgia a fine partita per un grande applauso: un’emozione nuova?

«Non sono ruffiano, dico solo ai tifosi che sono loro a darmi qualcosa, vale a dire le emozioni. Ho sempre detto quel che penso e cioè che avevo deciso di staccare la spina da un calcio fatto di violenze, insulti e partite truccate ma poi sono venuto a Pistoia con l’unico intento di ricreare entusiasmo e la dimostrazione di sabato mi h a riempito di gioia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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