Sicurezza
Per battere Trento la parola d’ordine è arginare Bj Elder
Tesi Group, secondo il play Guido Meini la carta vincente potrebbe essere limitare la punta offensiva della Bitumcalor
PISTOIA. Come se il tempo si fosse fermato, domani la Giorgio Tesi Group riparte alla volta di Trento a distanza di un mese dalla sfortunata Final Four di Coppa Italia. Allora si trattava solo di una parentesi della stagione, adesso è il primo dei match fondamentali in questo finale di campionato per capire se i biancorossi potranno davvero ambire al primo posto oppure no. Per questo, anche secondo il play Guido Meini, è inutile farsi condizionare dal big match della prossima settimana al PalaCarrara contro Barcellona, ma pensare esclusivamente a quel che succederà domani sera al “PalaTrento”.
Messa alle spalle la Pasqua, si riparte dalla Bitumcalor: secondo Meini, che differenze ci potranno essere fra questo match e la finale persa di Coppa contro i bianconeri?
«E’ difficile trovare delle similitudini, anche perché stiamo parlando delle stesse squadre ma di due match completamente diversi per il peso specifico che hanno: quella era una partita secca, questa è di campionato e sarà tosta come le altre cinque che mancheranno alla fine della regular season. Per noi è un match non decisivo ma senz’altro molto importante perché, come tutti hanno ripetuto in questi giorni, questa sfida e quella contro Barcellona diranno quel che potrà essere la classifica in vista dei playoff».
Trento dovrà fare a meno di Davide Pascolo, il miglior sesto uomo del campionato e decisivo in Coppa: un vantaggio per la Tesi Group?
«Penso che si tratti di qualcosa che deve preoccupare principalmente Trento più che noi, perché il compito della Tesi Group è soltanto quello di pensare alle nostre cose per riportare a casa i due punti. Comunque è la stessa Pistoia ad insegnare che, quando ci sono assenze di mezzo, il gruppo può fare quadrato e dare quel qualcosa in più per mettere in difficoltà l’avversario: capita che vien fuori qualcuno di inatteso e magari non sei pronto».
Allora dove e come si potrà decidere questa partita?
«Se guardiamo alla finale, abbiamo sofferto decisamente sotto canestro (ma è stato un episodio a se stante), anche perché Trento fu brava a darci grossa noia a livello difensivo: quell’aspetto, fra l’altro, penso che ci dia particolarmente fastidio più di tutti, anche perché, spesso, i nostri avversari decidono di giocare con quattro piccoli contemporaneamente in campo».
Qual è il giocatore da temere di più in questo duello?
«Penso che limitare il loro punto di riferimento offensivo, vale a dire BJ Elder, possa essere una delle chiavi per provare a riportare a casa la vittoria: abbiamo visto, anche in campionato, che Trento si affida spesso a lui ed anche ad Umeh. Inoltre, dovremo essere bravi ad adattarci in tempi rapidi alle loro scelte difensive perché sanno come fare a darci fastidio».
La classifica parla, comunque, di 12 punti di differenza fra voi e Trento: c’è il rischio di pensare già al big-match con Barcellona?
«Non c’è questo tipo di pericolo, perché sappiamo che arrivare al confronto con i siciliani con quattro punti di vantaggio o due fa la sua differenza e, quindi, prima di quell’appuntamento c’è da affrontare questo con la determinazione di chi è primo in classifica e ci vuole rimanere fino alla fine. Solo da sabato si inizierà a pensare al big match».
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