Il dolore
Toppo e Maggioli, le ultime bandiere
I capitani di Jesi e Pistoia vestono le stesse casacche da otto stagioni. Salerni: «Il basket ha ancora bisogno di figure così»
PISTOIA. Parlare di bandiere nello sport e soprattutto nel basket moderno, con squadre multinazionali rovesciate come calzini nel corso dell'anno, può sembrare roba da nostalgici. Questo fascino antico però domenica rivivrà nella trasferta della Tesi Group sul campo della Fileni Jesi, quando si affronteranno le uniche squadre tra A1 e Legadue, che possono vantare due giocatori-bandiera come i rispettivi capitani: Fiorello Toppo da Roma da una parte, e Michele Maggioli da Pesaro, dall'altra.
Entrambi sono all'ottava stagione con la propria squadra: ben 280 saranno (con la gara di domenica) i gettoni di Toppo in biancorosso tra B1 e Legadue, 217 quelli del Maggiolone con Jesi, compresa una stagione in A1. Del loro duello e della terribile mancanza di bandiere e simboli nel nostro basket, parliamo con Nicola Salerni, decano degli allenatori pistoiesi.
Toppo e Maggioli, sfida tra due capitani particolari. Iniziamo da quello biancorosso: quando arrivò ventenne a Pistoia, pensava che potesse diventare il pilastro della rinascita?
Apparirò presuntuoso ma ho sempre creduto che Toppo potesse far bene anche in Legadue. Quando arrivò in B1, noi stavamo progettando con ambizione il futuro del Pistoia Basket e lo progettavamo anche su di lui. Quando andò via (a Riva del Garda, ndr) restai deluso ma invece con Friso, riuscimmo a riportalo qui e lui scoprì il suo vero ruolo che è quello attuale. In questi anni la sua grande crescita è figlia della voglia di correggersi sempre dai suoi piccoli difetti e di saper ascoltare i consigli. Il fil rouge che lo lega alle altre bandiere pistoiesi è che queste sono sempre state in due ruoli precisi e nevralgici: o play come Crippa, Giambene, Bertolazzi o il ruolo di Daviddi e Toppo».
Il connubio Maggioli- Jesi è una scelta di cuore, preferita dal totem della Fileni ai costanti richiami dall'A1.
“Maggioli è un'arma illegale in Legadue. Ora ha la sua età, ma dal punto di vista tecnico è immarcabile. Lo abbiamo ammirato anche in palcoscenici ben più alti, quelli che auguro anche a Toppo perchè secondo me può dire la sua.
Quanto mancano al basket di oggi, giocatori- bandiera?
Tantissimo. Le bandiere si ammainano facilmente perchè spesso le squadre sono fatte a caso, senza progettazione, poi rinforzate tante volte durante l'anno. Si disfano gruppi in evoluzione e questo vai e vieni è voluto anche dai procuratori. Ho paura che di bandiere sentiremo sempre meno parlare ma a Pistoia siamo fortunati perchè, anche per questo, manteniamo la nostra identità.
Come vede la trasferta della Tesi Group a Jesi che sembra in difficoltà?
È una gara pericolosa sotto tutti i punti di vista. A Barcellona la squadra mi è sembrata inguardabile, un po' come l'anno scorso nella serataccia di Reggio Emilia ma ora c'è da dire che abbiamo diversi guai fisici. Penso che domenica in ballo ci siano due punti importanti soprattutto a livello psicologico, decisivi per ambire a progetti importanti cioè i primi quattro posti.
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