Lutto
«Per essere davvero forti niente più blackout»
A 36 anni Michael Hicks è diventato il leader offensivo della Giorgio Tesi Group Per lui la squadra, sebbene giunta alle Final four, deve ancora migliorare
PISTOIA. Il suo inizio di stagione è davvero da incorniciare, tanto che, alla soglia dei 36 anni, nessuno si sarebbe immaginato di avere un Michael Hicks in questo stato di forma splendido.
Grinta da vendere, voglia di lottare a rimbalzo e soprattutto mano fatata sia in penetrazione che nel tiro da tre punti. E, così, lo "zio" di Panama è diventato in pochi mesi il leader offensivo di una Giorgio Tesi Group capolista in campionato che è riuscita anche a centrare lo storico obiettivo della Final Four di Coppa Italia. Adesso per Hicks qualche giorno di tensione interiore, in vista del match di domenica a Barcellona, contro la squadra nella quale ha giocato nelle ultime due stagioni.
Impegno supplementare, ma stesso risultato: anche contro Ferentino in Coppa Italia Michael Hicks è stato il migliore in campo. Non è così?
«Pensiamo soltanto alla vittoria che ci consente di raggiungere un traguardo importante perché prendere le Final Four è una soddisfazione per la società. La potevamo chiudere prima ma ci sono sempre questi alti e bassi che, per ora, ci stanno condizionando».
Una Tesi Group sull’altalena capace di fare grandi parziali e poi addormentarsi. Secondo lei come mai?
«Sono cose che possono succedere quando vinci tranquillamente. Poi Ferentino ha preso fiducia e Guarino ci ha punito più volte. Per come l’ho vista, però, eravamo ugualmente in controllo».
Si può dire, dopo 11 vittorie ed un pareggio in 13 gare ufficiali, che questa Tesi Group sia realmente la squadra più forte?
«C’è tanto da migliorare proprio perché ci capita di avere questi passaggi a vuoto che consentono ai nostri avversari di rimettersi in carreggiata. Per essere forti, quando è il momento dobbiamo chiuderla la partita e solo allora potremo dire che saremo migliorati notevolmente».
Tornando al campionato, domenica vi aspetta un impegno tosto come la trasferta di Barcellona: che partita sarà?
«Giocheremo in un palazzetto caldo e, visto che ci ho giocato per due anni, so quale può essere la pressione che viene messa addosso agli avversari. L’importante sarà essere pronti fin dall’inizio perché, se hai delle difficoltà nei primi minuti, rischi di prendere un ventello di scarto e poi non riesci più a recuperare. Inoltre, se il pubblico si scalda, riesce anche a mettere pressione sugli arbitri e tutto diventa più difficile».
Per lei, fra l'altro, si tratterà di una domenica particolare perché ritorna nella città che lo ha avuto con se nelle ultime due stagioni e che, in estate, la dava quasi per bollito. Che partita sarà per Hicks?
«Mi dovrò preoccupare della mia tranquillità, visto che per il sottoscritto non sarà un match come tutti gli altri. Solo con la pacatezza interiore potrò fare la mia partita per guidare la Tesi Group al successo. Non dimentichiamoci, però, che Barcellona in estate era una delle squadre sulla carta candidate per salire in A1. Pistoia, dal canto suo, ha le carte in regola per tentare il colpaccio e sarebbe una vittoria dal sapore doppio per la squadra e triplo per me».
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