Il Tirreno

Pistoia

«Solo due o tre ritocchi col mercato di dicembre»

di Saverio Melegari
«Solo due o tre ritocchi col mercato di dicembre»

Pistoiese, il presidente Ferrari ribadisce la fiducia nella squadra e nel mister dopo la batosta di Ferrara e lancia una frecciatina ai tifosi troppo critici

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PISTOIA. Nonostante l’ambiente intorno alla squadra cerchi di far quadrato, è evidente che la sconfitta in casa della Real Spal ha lasciato parecchio amaro in bocca alla Pistoiese. E, soprattutto, dopo due partite con 9 gol fatti e 0 subiti, è arrivata la batosta anche sul piano del gioco, almeno nel secondo tempo. Un ko che allontana le distanze fra arancioni e vetta della classifica, ora occupata dall’Atletico Pro Piacenza, che ha 6 punti di vantaggio su Anzalone e compagni.

Presidente Ferrari, 40’ non sono bastati per provare a vincere in casa della Spal. Qual è il suo umore?

«Mi sono rivisto la partita in tv ed anche il secondo tempo non è che sia stato così catastrofico: è evidente che un calo c’è stato ma non è stato dal punto di vista fisico. Molto ha inciso anche l’aspetto psicologico perché, dopo un ottimo primo tempo, se alla prima azione prendi gol è normale reagire in maniera negativa. Poi abbiamo preso il 2-0 a bruciapelo in apertura di ripresa, e a quel punto la salita era troppo dura. Ma è bene evitare processi e polemiche che sono inutili».

E’ evidente che perdere uno scontro diretto non fa piacere a nessuno, anche perché adesso la Pistoiese è al massimo svantaggio stagionale dalla vetta.

«Dal mio punto di vista non è cambiato nulla perché c’è la piena fiducia nella squadra e, in primis, nell’allenatore: è una persona con delle qualità validissime e per ora ce lo dobbiamo tenere stretto visto che fra qualche anno calcherà campi decisamente più importanti».

Finalmente, dopo una lunga assenza, in settimana torna dall’Inghilterra Filippo Giraldi. Anche perché lunedì apre ufficialmente il mercato e c’è da pianificare le prossime mosse. Non è così?

«Come ho ribadito più volte, faremo i ritocchi che saranno necessari e che mi verranno richiesti dai tecnici. Penso che, alla fine, saranno due o tre perché non c’è da stravolgere la squadra, come successe, in parte, nella passata stagione. Noi ci mettiamo il massimo dell’impegno, anche se dopo la partita di Ferrara rimane l’amarezza vedendo come il pubblico emiliano incitava la squadra a gran voce per tutto il primo tempo, quando noi facevamo la partita: è difficile fare calcio quando si critica tutto quel che viene fatto. Questo è un fattore psicologico che può senz’altro condizionare il nostro rendimento casalingo. Ma ora pensiamo alla Lucchese».

Anche perché, fra 2.000 persone che ti incitano in continuazione e 500 che brontolano al primo errore, c’è una bella differenza.

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