Attenzione
Programmi a lungo termine per rilanciare la pallacanestro
PISTOIA. «Ci vogliono programmi a lungo termine altrimenti il basket italiano non si rilancerà, cambiare regole ogni anno certo non lo aiuta». La video-intervista non può non toccare l'opinione di...
PISTOIA. «Ci vogliono programmi a lungo termine altrimenti il basket italiano non si rilancerà, cambiare regole ogni anno certo non lo aiuta». La video-intervista non può non toccare l'opinione di Gek sulla politica attuale del basket, su cui arrivano domande anche da tifosi di altre città. Anche perché la Legadue è particolarmente toccata dall’ultimo patatrac, l'esclusione di Napoli che rende il campionato zoppo. «Le decisioni prese all’ultimo momento non mi piacciono – dice Galanda – questa situazione creerà sicuramente delle difficoltà. La cosa più sbagliata è comunque cambiare sempre le regole. In questo senso la Nba insegna: l’anno scorso il lock-out (lo sciopero dei giocatori, ndr) è stato fatto per questo, per decidere le regole per i prossimi dieci anni. Avere regole certe, aiuterebbe le società a crescere mentre cambiando sempre, si perde tempo e non ci si concentra sui problemi veri del basket».
Pistoia insieme a Siena è un’isola felice del basket toscano che in questi anni ha perso pezzi importanti come Montecatini e Livorno. La ricetta di Galanda è la programmazione. «Il basket – continua – vive troppo alla giornata. Non ci sono squadre con gruppi di riferimento come avevo io quando guardavo il basket da bambino. In quel modo il pubblico e lo sponsor si affezionano ad un nucleo di giocatori e li sostiene anche nei momenti difficili. Bisogna tornare ad avere progetti a lungo termine come sta facendo Pistoia. Io lo dico per esperienza. A Varese l’anno della retrocessione dall’A1 non riuscivamo ad ambientarci perché i giocatori andavano e venivano, cambiò anche l’allenatore, mentre la pallacanestro ha bisogno di creare una dinamica giusta nell’arco di una stagione. Certo in città come Livorno o Montecatini, come nella mia Udine ora senza una squadra ad alto livello, il basket rimane vivo grazie al sottobosco di società giovanili, ma si sente la mancanza di un traino». Un tifoso varesino chiede lumi sull'ottimo inizio della squadra lombarda: «Ha ottimi giocatori e un allenatore bravo a gestire i gruppi – dice Gek – una situazione ideale in un momento di crisi e pressione su tutte le altre squadre». Finale sull’imminente ritorno di Gianni Petrucci alla guida della federazione pallacanestro. «Ho avuto la fortuna di averlo come presidente – conclude Galanda – ha un grande potere di convincimento sul resto del mondo politico, sa ascoltare le parti e penso sia un ri-acquisto importante per la pallacanestro». (e.p.)
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