Il dolore
«È un sogno ma non è impossibile: vogliamo i playoff»
Per Galanda quest’anno la Tesi Group ha più talento ma deve prendere la via giusta: «Dobbiamo crescere»
PISTOIA. Arriva anche lo scherzo telefonico di Paolo Moretti, che prova senza successo a mascherarsi da supporter biancorosso per punzecchiare Gek Galanda, amico e uomo simbolo della sua Tesi Group, tra le decine di domande e mail di tifosi veri che hanno interagito con il nostro collega Renzo Marmugi nella video-intervista in diretta ieri mattina sul Il Tirreno.it. Un’ora e mezza intensa dove è emersa con naturalezza la poliedricità di un personaggio come il Gek Nazionale, punto di riferimento per il basket italiano e che Pistoia fa bene a tenersi stretto.
Lo scherzo di Moretti. «Sto riguardando la gara di ieri – esce allo scoperto il tecnico al telefono dagli hangar del PalaCarrara, dove è già al rewind della vittoria con brivido su Trieste – e mi sono chiesto se Gek era al palazzetto o no. Ma tra tutti i tuoi impegni, ti rimane un po’ di tempo per la pallacanestro?». La puntura degna del miglior “Paolino la peste” (soprannome del Moretti giocatore) provoca una risata generale, poi Gek risponde: «Il lunedì è un giorno sacro, ma dal nervoso che spesso ci prendiamo insieme lo sai che il basket ricopre un ruolo importante nella mia vita». In effetti Moretti ha colpito nel segno perché, nel lungo filo diretto con i tifosi, Gek ha parlato dei suoi molti interessi, delle tante attività che porta avanti.
Le domande dei tifosi. Pronti via e l’interrogatorio via web parte dal più scontato «E’ possibile un altro anno a Pistoia visto che contratto a giugno scadrà?» inviato da Luca. «E’ possibile ma non lo decido ora, lo decideranno i miei acciacchi quest’estate – ride Gek – è sempre più dura gestire gli acciacchi, per diversi anni sono stato come Iron Man, ora mi fa “specie” quando a volte devo fermarmi in allenamento. Mi piacerebbe ma devo decidere a fine anno, ascoltando quello che mi dice il corpo». Quindi Paolo Niccolai si chiede cosa ha intenzione di fare Gek da grande. «In questo momento non è facile dire “trovo un lavoro o apro un’attività”, probabilmente quando smetterò farò un bel viaggio, ma ho tanti sogni: dall’editoria, magari per scrivere un libro sul basket o una guida- viaggio tra i playground degli Stati Uniti (chi non la comprerebbe?, ndr) fino a provare ad insegnare ai giovani la bellezza di questo sport, come faccio ora tramite i camp estivi. Finché lo fai per divertimento è un conto, pensato come lavoro è più impegnativo». Marmugi allora prova ad incalzarlo chiedendo se, dopo il campo, ci sarà ancora voglia di basket in altri ruoli. «Un giocatore ha tanta pressione – risponde Gek – ma se la toglie giocando; al livello successivo, quello dell’allenatore, lo stress aumenta e ancor di più come dirigente. Non dico che la cosa mi spaventi: questo gioco penso di conoscerlo, ma non credo nemmeno che sia un passaggio automatico. Da friulano, mi piace fare le cose fatte bene e mi dovrei preparare».
Tesi Group. L’adrenalina della partita con Trieste finita poco più di 12 ore prima, non è smaltita. Luca della Baraonda chiede se la nuova Tesi Group può arrivare all’obiettivo dell’anno scorso. «Penso sia più difficile, ma possibile – continua Galanda – siamo all’inizio di una nuova avventura e bisogna azzerare la scorsa stagione, un capitolo bellissimo che si è chiuso. Io sono onorato di essere parte del progetto di lungo corso che Pistoia ha giustamente iniziato quest’anno. Fare pallacanestro come si fa qua è la chiave per il futuro. Il gruppo forse ha più talento, ma deve essere instradato per non perdere la via». Ma davvero, chiede qualcuno, dopo la palla persa finale di Bologna, Gek non ha dormito? «Ho fatto fatica – è la risposta – anche se il mio errore di lettura della situazione deve essere preso ad esempio dagli altri. Tutti possiamo sbagliare, ma poi si resetta e si ricomincia. Ad Imola (prossima trasferta, ndr) speriamo di rifarci perché nelle ultime due gare abbiamo fatto un leggero passo indietro in attacco e difesa». Parola da leader che sa parlare ai compagni come evidenzia la mail di Carolina. «In una squadra si creano certe dinamiche – continua Gek – io qui sono un punto di riferimento, mi viene chiesto e mi dà responsabilità. Certo da solo non posso fare nulla, vince sempre la squadra e non un giocatore». Si torna sulla faticosa vittoria su Trieste e sulla difficoltà biancorossa di gestire i finali, come dice Marco. «Amplierei il discorso sulla fluidità dell’attacco – sostiene Galanda – abbiamo bisogno di un gioco fluente che evidenzi il protagonismo dei singoli, altrimenti siamo prevedibili». Ma se dovesse sbilanciarsi Galanda, a che posizione metterebbe Pistoia? «Preferirei rispondere alla fine del girone d’andata; mi auguro di poter arrivare in cima».
Palio dei rioni. La domanda di Giacomo sulla possibilità di riproporre il Palio dei Rioni di basket a cui “si è divertito tantissimo”, fa particolarmente piacere a Gek che l'ha organizzato. «Spero che ci sia una seconda edizione. L’atmosfera creata in piazza è stata bellissima. Se giocheranno anche i giocatori di Pistoia? Dovevano già partecipare, ma Toppo era infortunato e Saccaggi era con la Nazionale. Io sarei del Grifone ma mi sono tenuto super partes in quanto organizzatore. Può darsi che quest’anno ci siano delle sorprese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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