Il Tirreno

Pistoia

Tesi Group da brividi ci vuole l’overtime per battereTrieste

di Elisa Pacini
Tesi Group da brividi ci vuole l’overtime per battereTrieste

I biancorossi consentono per due volte la rimonta degli avversari e rischiano grosso fino all’ultimo possesso

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PISTOIA. C’è voluto un supplementare alla Tesi Group per scrollarsi di dosso un'ostica Acegas Trieste, che in 45' infiniti, combattuti fino all'ultimo possesso, ha provato di tutto per forare il fortino tuttora inviolato del PalaCarrara. Ai giuliani, in verità, è mancato davvero poco per far saltare il banco di una Pistoia formato PalaDozza: molle in difesa, poco brillante in attacco e troppo svagata, tanto da vanificare il consistente break del quarto tempino (61-51 al 35') e rischiare grosso.

A differenza di sette giorni fa, Toppo e soci sono riusciti ad evitare la frittata e questa è una delle poche note positive in una serata agrodolce, condita dalla pessima notizia dell'infortunio di Saccaggi (gli è uscita la spalla, le conseguenze saranno valutate oggi) coinciso più o meno con l'inizio della rimonta ospite nel finale. Una serata in cui per larghi Pistoia ha dovuto rincorrere la sbarazzina Trieste Under 20 (con i giovani Ruzzier, Mastrangelo e Urbani sugli scudi), che nella prima parte non ha approfittato come avrebbe potuto della mancanza di idee dell'attacco pistoiese. Tanto che nel blackout di 6' e mezzo senza canestri biancorossi su azione, ad inizio secondo tempino, a tenere a galla Pistoia sono stati gli errori di Trieste, in primis dell'ex Filloy, che ha abusato nel tiro da tre.

Oltre all'approccio scialbo al match, su cui hanno pesato anche le fatiche di Coppa, la Tesi Group non è riuscita a gestire per due volte il vantaggio, sia nel finale regolamentare che supplementare. Nonostante una sudditanza totale sotto i tabelloni all'agilità di Fall e alla sorpresa Gandini, Pistoia sembra aver trovato la quadratura del cerchio con il 6-0 di Hicks che apre l'ultimo tempino (52- 48). In campo, insieme allo “zio” di Panama, c'è il quintetto “green” made in Italy che, dopo tanti cambi d'assetto, sembra dare le migliori garanzie. Il risveglio di Cortese spinge Pistoia sul 56-51, il siluro di Saccaggi scuote il PalaCarrara (59-51) e Pistoia vola fino a +10. E' qui che arriva il primo blackout: dopo l'uscita del play di casa, salgono in cattedra i registi di Trieste. Filloy e Ruzzier (glaciale al tiro in barba all'emozione dell'esordiente) segnano i canestri della rimonta che, conditi dall' inutile tecnico di Cortese dopo un fallo non fischiatogli, riportano Trieste sul collo di Pistoia (66- 65) con 73" da giocare. Il Gian Burrasca triestino avrebbe anche il pallone del ko ma lo sbaglia, così come Graves non concretizza quello della liberazione di Pistoia. Nell’overtime sono altri 5' di sofferenza per Pistoia, a cui non basta nemmeno il 78-71 firmato Toppo-Graves al 43' per chiudere la posta. Tocca all'esordiente Urbani, solo soletto dall'altra parte per ben due volte, far correre l'ultimo brivido al PalaCarrara (78-75) prima che i liberi di Meini e Graves scrivano finalmente la parola fine su una pratica scorbutica.

La gara è stata caratterizzata dal parquet scivoloso a cui, purtroppo, siamo abituati nelle serate di pioggia. Visto che i soldi sono stati trovati, è l'ora di sbrigarsi per mettere fine ad una situazione vergognosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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