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Pistoia

Filloy torna al PalaCarrara ma stavolta è avversario

di Elisa Pacini
 Filloy torna al PalaCarrara ma stavolta è avversario

Era stato cercato l’anno scorso, dopo l’infortunio di Mathis, ma restò a Milano e ora è a Trieste. «La gabbia su di me? Moretti non la farà: la conosco bene»

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PISTOIA. Tra Pistoia Basket e Ariel Filloy, le strade si sono separate dopo una sola stagione, ma si può ben dire che l’amore non è mai finito. Due anni fa fu il perfetto architetto delle trame di gioco di una Tuscany tanto pazza quanto elettrizzante. Nella scorsa stagione, il nome del play italo-argentino è stato spesso evocato dopo l'infortunio di Mathis e i contatti tra via Fermi e la “maison” Armani. Per questo, domenica il ritorno al PalaCarrara di uno dei "gauchos" più amati, con la "camiseta" dell’Agegas Trieste, arricchisce una sfida già molto interessante.

Filloy, torna a Pistoia dopo due anni. Che ricordo ha di quella Tuscany a tinte forti, con due americani pepati come Forte e Varnado?

«Sono molto contento di tornare a Pistoia dove ho tanti amici. Quell’anno eravamo un gruppo di buoni giocatori, alcuni anche poco conosciuti come me. Non so in quanti pensassero ad una mia stagione di quel livello. Il merito di quella stagione è stato di Paolo (Moretti, ndr) e della solidità del gruppo italiano dove c'era oltre a me, Toppo, Berti e Fucka».

Nell’estate 2011 la società provò a trattenerla e, ci risulta, che l’abbia cercata dopo l'infortunio di Mathis?

«L’interesse della società a confermarmi mi fece molto piacere. Milano però mi voleva ed io ero in prestito. Durante l’ultima stagione, non ho mai ricevuto contatti ufficiali da Pistoia ma sapevo che comunque Milano non voleva farmi partire visto che avevo avuto anche altre offerte».

Che stagione è stata quella con l’Armani di Scariolo dove ha giocato pochissimo?

«Un’annata dura. Venivo da Pistoia dove giocavo tanto (33,4’ e 10,7 punti a gara con la Tuscany, ndr) e ritrovarmi a giocare poco o niente, è stato difficile. Ho cercato di prendere il meglio da quest'esperienza, per esempio l lavori con giocatori molto più forti fisicamente e ti alleni ad altissima intensità. Sono cose che ti servono comunque».

Trieste è la sua nuova avventura. Domenica contro Pistoia sarà già una sfida d'alta classifica.

«I numeri dicono questo, ma noi dobbiamo ancora capire il nostro valore mentre quello di Pistoia è noto. Ha giocatori esperti e solidi e la vedo ancora più squadra dell’anno scorso quando Hardy e Jones erano i trascinatori. Noi siamo stati forse un po’ aiutati dal calendario, con tre gare in casa (vinte) su quattro. Siamo uniti e ci stiamo divertendo. Vogliamo aumentare quel feeling con il pubblico triestino che già ci segue con passione».

Della Tesi Group cosa pensa?

«Ha un gruppo solido dove tutti possono essere protagonisti. E’ una buona squadra allenata da Moretti, che stato è il miglior allenatore che ho avuto».

Parole al miele, mentre lui chissà a che gabbia starà pensando per fermarla.

«Conoscendolo la gabbia non la farà su di me (ride, ndr), abbiamo diversi giocatori pericolosi e sicuramente se li è già studiati perché gara dopo gara le squadre si conoscono sempre di più. Noi sappiamo che dobbiamo dare il massimo contro una squadra forte come Pistoia».

Ritroverà Saccaggi, comprimario nella Tuscany, oggi perno di Pistoia.

«La società ha fatto bene a puntare su di lui l’anno scorso. Quest’anno si deve confermare e il compito è più difficile. Conoscendolo, so che in casa è un giocatore che si gasa molto e sarà contento di sfidarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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