Sicurezza
Chiamatelo Riccardo il Conquistatore
Con le sue bombe espugna PalaCredito e cuore dei tifosi: è di Cortese il volto-copertina della nuova Tesi Group
PISTOIA. Chiamatelo pure “Riccardo il Conquistatore”. Con una prova magistrale al tiro, ha piantato la bandiera biancorossa (quella pistoiese) sul PalaCredito di Romagna dopo diverse trasferte amare. E ha fatto breccia nel cuore di quella tifoseria che in estate lo aveva accolto con tiepidi sorrisi, ricordandosi più il suo duello a muso duro con Bobby Jones negli ultimi playoff che le sue doti balistiche. Riccardo Cortese ha demolito quell’immagine a suon di bombe (5 su 5,e che hanno mandato al tappeto Forlì a coronamento di una gara sontuosa) ed è il volto-copertina della partenza a razzo in campionato della Tesi Group.
«Siamo stati molto bravi a partire subito aggressivi – dice Cortese – a rispettare perfettamente il piano gara: difendere forte sui loro americani e su Todic. Abbiamo limitato bene Roderick, mentre, nonostante i numeri, Todic ha segnato a gara finita. In più siamo stati attenti quando sono arrivati a -13, impedendogli di rientrare. E’ stata una bella prova di maturità».
A spegnere sul nascere l’unico sussulto forlivese, a metà del terzo quarto, che ha portato Spencer e soci dal -21 al -13, è stato l’ennesimo siluro del ventiseienne bolognese.
«Quel canestro è stato importante – continua Cortese – perché li ha mandati in tilt. Eravamo preoccupati sotto questo aspetto, sapevamo che non dovevamo farli gasare con giocate che avrebbero portato dentro al match il loro caldissimo pubblico. Loro vivono anche di questo ma abbiamo fatto buona guardia».
Per l’ex Veroli è stata indubbiamente una domenica da leone del parquet, ma lui non si scompone davanti a un tabellino ai limiti dell’extraterrestre.
«Devo dire che non è la prima volta – continua la guardia bolognese – ad Avellino feci lo stesso: 5/5 al tiro da tre e 20 punti totali, che sono il mio massimo score in A1 (era il 3 aprile 2010 e Cortese trascinò gli irpini alla vittoria su Teramo, ndr). Percentuali così comunque capitano raramente ma sono sempre sintomo di un buon ritmo a cui ti portano i compagni».
In effetti Cortese sembra giochi con questa squadra da una vita. Sarà che ha già scoperto quel “segreto” di Moretti su, come ci disse in estate, era curioso? «Il segreto? – ride Cortese – È semplice: il coach è bravo a trasmettere serenità a tutti noi. Ti prendi la sfuriata se fai un errore ma se fai una cosa buona è il primo a dirti “bravo”. Sento molto la sua fiducia. E poi prepariamo nei dettagli le partite, conosce tutti i punti deboli degli avversari. E soprattutto questo gruppo ha tanta voglia di lavorare durante la settimana. Raramente l'ho vista da altre parti».
Dopo due larghe vittorie tutti si interrogano sul ruolo della Tesi Group in Legadue. «Non credo che incida il fatto che le squadre sono in rodaggio – chiude Cortese – perché comunque veniamo tutti da un mese e mezzo di lavoro. Penso invece che sarà una Legadue diversa, senza grosse differenze tra chi lotta per i playoff e la salvezza, piena di squadre che corrono e difendono. Un campionato interessante, in cui noi abbiamo dato un segnale forte che ci siamo, che contro di noi bisogna lottare per vincere. Domenica contro Verona sarà un altro ottimo test».
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