Gioco
Gtg, il progetto giovani ha dato i suoi primi frutti
Il diesse Giulio Iozzelli: «Non abbiamo pensato al premio della Lega per la società che fa giocare il maggior numero di italiani ma a costruire la squadra del futuro»
PISTOIA. La provocazione è arrivata da Pesaro, dove la Scavolini ha ufficialmente dichiarato di aver già inserito nel budget (molto ridimensionato rispetto al passato) per la stagione di A1 appena iniziata il premio che si assegna nella massima serie alla squadra che fa giocare di più gli italiani. Da qui la scelta, per aiutare le casse societarie, di costruire una squadra con sei italiani in grado di reggere il campo. Da Pesaro a Pistoia, il passo potrebbe essere breve. Al premio, che esiste anche in Legadue, sebbene nell’ultima stagione non se ne sia avuta più notizia, ci avrà pensato anche la Tesi Group, unica in questo campionato con otto italiani e due americani? Un progetto che, a vedere la bella vittoria d’apertura con Ferentino, sembra poter passare concretamente dalle parole ai fatti.
«Ho letto le parole dei dirigenti di Pesaro – dice il diesse biancorosso Giulio Iozzelli – ma probabilmente in A1 il premio è più corposo, perché nel nostro caso non farebbe la differenza a livello economico. Noi l’anno scorso siamo arrivati sul podio di questa speciale classifica: avere qualche migliaio di euro in più, di questi tempi, fa piacere, ma non sono cifre che incidono in maniera decisiva».
La scommessa italiana è alla base della nuova Tesi Group, una scelta «non sottolineata a dovere da chi guarda al movimento a livello nazionale» secondo le parole pepate di Paolo Moretti che sono sembrate dirette ai vertici federali. Ma, in effetti, anche nella scorsa stagione gli italiani sono stati determinanti, soprattutto nel girone di ritorno, con l’esplosione di Saccaggi. Un bottino di minuti che ha “fruttato” alle casse biancorosse, come ci dice Iozzelli, circa 15.000 euro. Una cifra che aiuta, soprattutto una società “non ricca ma seria” come ama ricordare sempre Maltinti. Soldi che vengono dal monte multe, che partono e tornano dalle società stesse, anche se il regolamento non è ben chiaro.
«Non è a questo che abbiamo pensato quando abbiamo deciso di intraprendere questa strada – continua Iozzelli – ma alla volontà di costruire un gruppo, vedendo se tra i giovani c’è qualcuno che può dare qualità ed essere un bene nelle nostre mani in futuro».
Non è uno spot insomma ma un progetto vero quello del Pistoia Basket, che ha avuto effetti positivi nella maxi vittoria su Ferentino. Una gara in cui gli americani hanno fatto gli americani, con Hicks e Graves determinanti, ma anche con tutti gli italiani a referto. Dai 22’ di Galanda, ai 25’ quasi perfetti di Cortese davanti a Gurini, giocatore (amatissimo dai tifosi) di cui ha preso il posto. Passando per i 30’ di Meini e Toppo, fino ai 15’ di sostanza di Saccaggi e Alibegovic e i 7’ altalenanti di Borra che, come gli altri, può crescere.
«Altre gare potranno presentare difficoltà più grandi del match con Ferentino – continua Iozzelli parlando del trio Under 22 – ma l' obiettivo del coach è arrivare con i giocatori di riferimento freschi ai momenti decisivi delle gare. Questo è possibile se i giovani prima stanno in campo. Tra alti e bassi, mi sono piaciuti. La squadra non ha mai sbandato, nemmeno quando sono stati tutti insieme in campo».
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