Il Tirreno

Pistoia

«I nostri marchi via dalle maglie solo per lasciare spazio ad altri»

di Elisa Pacini
«I nostri marchi via dalle maglie solo per lasciare spazio ad altri»

Giorgio Tesi Group, Maurizio Carrara conferma l’impegno della sua famiglia a sostegno della società e parla della stagione che sta per iniziare e delle scelte fatte per gettate le basi di un futuro al vertice

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PISTOIA. Non sarà sfuggito ai più attenti tifosi, scrutando le nuove divise della Tesi Group, che quella che inizierà domani sera contro Ferentino sarà la prima stagione senza uno sponsor legato alla famiglia Carrara che sia ben in vista sulle maglie biancorosse. Non era mai successo dal ritorno in Legadue, visto che l’anno scorso c’era Tuscany, sponsor principale del 2010/2011, dopo i cinque anni di Carmatic.

Si tratta di un passo indietro da parte di una delle colonne portanti di questo sport?

Assolutamente no, come dice Maurizio Carrara, che conferma l’impegno in prima fila per i canestri parlando della nuova stagione nata su scelte importanti. Dalla squadra italiana all’esperimento di “Pistoia GiochiAmocela": semi che, secondo l'imprenditore pistoiese, daranno risultati importanti nel tempo.

Carrara, domani parte il campionato. In Coppa la Tesi Group è sembrata ancora molto in cantiere. Per lei Pistoia che ruolo avrà?

«Abbiamo una squadra nuova per tanti elementi. L’anno passato va cancellato, si riparte da zero, dobbiamo trovare nel corso dell’anno una fisionomia, equilibrio e nuove gerarchie. Questo necessiterà di tempo ma, ruolo per ruolo, mi sembra una squadra attrezzata. E’ più lunga dell’anno scorso, quando c’era chi giocava anche in tre ruoli, mentre quest’anno ci sono diverse soluzioni in ogni posizione».

Gli addetti ai lavori indicano la Tesi Group tra le migliori: è d’accordo?

«Questo mi fa un po’ paura perché solitamente, all’inizio dell’anno, ci davano sempre tra le meno accreditate e li abbiamo sempre smentiti. Comunque, direi che siamo una squadra che può lottare per i playoff. In che posizione dipende da molte cose, in primis dalla chimica di squadra che si riesce a creare».

Due americani e otto italiani: la Tesi Group come la Kleenex di fine anni ’80 e inizio ’90. Cosa pensa di questa scelta che solo Pistoia ha fatto?

«E’ una scelta condivisa da tutta la società. Ci siamo mossi per tempo, precorrendo tempi e regole della riorganizzazione dei campionati di cui si parla. Avere un blocco italiano è importante perché la nostra volontà è valorizzare i giovani e creare uno zoccolo duro per il futuro. Sono sicuro che la scelta alla lunga pagherà. Per questo puntiamo molto sul vivaio: la sua crescita è decisiva, per una società come la nostra, per poterci essere o no nel futuro».

Per la prima volta sulle maglie non ci sono loghi che riportano ai marchi Carrara: cosa cambia nel vostro impegno?

«Niente, il logo non c’è perché abbiamo deciso di lasciare il posto ad altri, come abbiamo fatto per il nome. Abbiamo voluto lasciar liberi gli spazi più importanti e remunerativi per la società. All’inizio la nostra sponsorizzazione era legata ad un ritorno d’immagine, dopo, insieme a questo, c’è stata soprattutto la voglia di aiutare a far tornare a certi livelli il basket pistoiese».

Che giudizio dà sui numeri di “Pistoia GiochiAmocela” dato che è stata raccolta una cifra finora lontana dai 100.000 euro indicati come obiettivo iniziale?

«E' un'esperienza importantissima e voglio ringraziare chi ha sottoscritto la tessera. E’ il termometro per capire quanto la città venga incontro al basket. Credo che, ad oggi, si sia raccolto non molto ma è già interessante ciò che si sta facendo. I numeri sono importanti ma ora, il punto è un altro: se l’esperienza si fermerà qui, dovremo farci delle domande. L’importante è che vada avanti, che abbia continuità. Allora potrà dare frutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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