La protesta
«Soddisfatti del lavoro partiamo per fare bene»
Il presidente Roberto Maltinti fa il punto sul mercato della Giorgio Tesi Group «Stesso budget dello scorso anno ma abbiamo puntato su italiani e giovani»
PISTOIA. È un Ferragosto all’insegna dell’attesa quello di Roberto Maltinti, entusiasta come sempre quando sente odore di basket nell’aria. «Sono pronto per partire» ci dice appena gli chiediamo le sensazioni a quattro giorni dal raduno. “Va in ferie presidente?” chiediamo. «Sì, in via Fermi – dice – Le mie ferie sono loro, la squadra e l’inizio della preparazione verso una nuova avventura».
E con Maltinti riavvolgiamo il nastro del mercato della Tesi Group.
Presidente, nelle parole dei volti nuovi (Meini, Borra e Cortese) si è percepito grande entusiasmo nel venire a giocare a Pistoia. Lusingato?
«Sono davvero contento, e lo dico a tutti quelli che mi incontrano e mi dicono “ma non dovevate confermare tutti dall’anno scorso?”. Io rispondo: abbiamo confermato lo staff tecnico al completo, tre giocatori italiani importanti come Saccaggi, Galanda e Toppo. Certo, avremmo voluto tenerne altri, ma non sempre dipende solo da noi».
Parla di Bobby Jones o del “caso” Giacomo Gurini?
«Jones è stato molto onesto. Ci ha detto che se non fosse riuscito ad andare in A1, Pistoia sarebbe stata la sua prima scelta. Pochi giorni dopo ha firmato a Roma, in A1, c’è poco da recriminare. Gurini dice che noi abbiamo aspettato troppo ma alla fine la nostra proposta economica non era molto inferiore a quella che lui ha accettato. Giustamente il suo procuratore lo ha spinto a volere di più. Ma io sono contento, perché ho visto i ragazzi nuovi molto motivati e questo è il primo passo per far bene. In più il coach è entusiasta».
Il secondo americano sarà annunciato entro domenica?
«Non lo so. Sappiamo che dall’ultimo tassello dipenderà molto. Per questo vogliamo aspettare per non sbagliare. Sono molto felice anche per le parole spese da Meini su Hicks (“un uomo squadra”, ndr) e per aver visto la voglia di un ragazzo come Borra, che si è allenato già qui 15 giorni per esser pronto».
Aspettando il secondo americano, l’innesto di Alibegovic porta a nove le rotazioni effettive. Allungamento del roster ed allungamento di budget?
«No. Il budget è lo stesso dell’anno scorso, abbiamo fatto scelte diverse, puntando sugli italiani e rischiando qualcosa sui giovani. Hanno poca esperienza ma se siamo bravi, l’anno prossimo ce lo ritroveremo. L’obiettivo principale è garantirci il futuro, se vinciamo le scommesse che abbiamo fatto, saremo in nove, altrimenti saremo meno. Noi siamo soddisfatti del nostro lavoro, partiamo per fare una buonissima stagione».
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