Gioco
Un mister Hicks per la Gtg A Pistoia l’ala panamense
Coach Paolo Moretti: «Un giocatore che mi piace da sempre, ha potenza e forza metteremo la sua duttilità al servizio dei giovani per aiutarli a crescere»
PISTOIA. Insieme alle temperature bollenti di Nerone, il fine settimana ha portato a Pistoia Michael Hicks, il primo straniero della nuova Tesi Group.
Una trattativa annunciata nei giorni scorsi da “Il Tirreno”, andata in porto nella notte e ufficializzata ieri mattina quella per la potente ala panamense, 36 anni, di cui gli ultimi dieci spesi a scuotere le retine dei parquet italiani, con le maglie di Imola e Montecatini in Legadue, vinta con Pesaro, dove è stato protagonista per quattro anni nella massima serie prima del ritorno al piano di sotto con Barcellona.
Chi è. E’ la duttilità, oltre alla grande conoscenza del nostro basket, la caratteristica che ha spinto Paolo Moretti a sceglierlo come guida nella sua nuova squadra. «Hicks – dice il tecnico biancorosso– è un giocatore che mi piace da sempre, mi piace il suo modo di stare in campo, con le sue caratteristiche di 3/4. L’idea è quella di mettere questa duttilità al servizio dei giovani ed aiutarli a crescere e migliorare. Quando ho visto che c’era la possibilità di prenderlo, abbiamo subito puntato su di lui».
Il grande fiuto del canestro è nel dna di Hicks: al suo arrivo in Italia, l’ex Texas A&M University, di cui è uno dei miglior giocatori di sempre, scala le classifiche dei cecchini con i 23,4 punti a gara nel 2005/2006, nell’ Imola di Demis Cavina, fino a diventare il miglior marcatore dell’A1, con la Scavolini nella stagione 2008/2009. 16,8 la sua media punti nella prima stagione siciliana, 12,8 nell’ultima.
Giocatore perimetrale, che garanzie può dare da 4?
«Lo vedremo nel tempo – dice Moretti – ha un’esperienza e un corpo importante. Non ha l’altezza forse (196 cm per 91 kg) ma ha molta potenza, forza e massa. Negli scontri contro Fiorello Toppo non è mai andato sotto, e Fiorello non è l’ultimo arrivato».
Il nuovo assetto. E’ al modello vincente delle due promosse dell’ultima stagione quello a cui si è ispirato il tecnico pistoiese scegliendo un nuovo assetto di squadra. «A differenza degli ultimi anni – spiega Moretti – abbiamo tre lunghi veri e per questo io cercavo un’ala piccola da usare da “quattro”, ma come arma tattica, non 30’ a gara. Quando ho visto Reggio Emilia vincere il campionato con Filloy da quattro, Brindisi battere noi in casa nostra ai playoff con Ndoja da quattro, ho pensato a quante squadre spostando il baricentro sul perimetro, abbiano avuto ottimi risultati».
Cortese. Sono parole di stima e di stimolo quelle che Moretti spende sul nome dell’esterno emiliano, reduce dall’altalenante stagione di Veroli. «Avevamo già provato a portarlo qui l’anno scorso – spiega – quando lui decise di andare a Veroli. Noi puntammo sulla nostra seconda scelta, Giacomo Gurini, che ha fatto una stagione straordinaria. Riccardo mi piace perchè ha talento e gran fisico, forse non si è mai espresso per le sue potenzialità. Per questo io gli ho detto che gli diamo un’occasione unica per dimostrarlo, forse l’ultima grossa, anche se è giovanissimo (è del 1986, ndr). Gli passiamo un testimone di un ruolo importante, starà a lui prenderlo o accontentarsi altrimenti di una carriera da specialista. Starà a lui dimostrare il suo valore, perché dietro gli metterò una iena: un ragazzo giovane pronto a rubargli minuti e punti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
