Gioco
Il valore aggiunto della nuova Pistoiese saranno i giovani
Ecco i neoarancioni Varutti, Sestito, Regoli e Giordani tanta voglia di fare bene in una squadra ambiziosa
PISTOIA. Nel nuovo corso della Pistoiese, come oramai risaputo, c’è davvero largo spazio per i giovani, che dovranno rappresentare un valore aggiunto per la squadra di mister Gabbanini in vista del prossimo campionato di serie D.
C’è chi ha già esperienze importanti alle spalle come Maikol Varutti, chi ritorna nella città nella quale è nato ma non se la ricorda affatto, come Gianraffaele Sestito, chi ha voglia di confrontarsi con categorie importanti, come Vieri Regoli, e chi è alla prima avventura con una squadra di “grandi”, come Giulio Giordani.
Varutti. Tre anni a Prato fra C2 e C1, un addio travagliato per venire in casa dei “nemici” storici, vale a dire la Pistoiese.
«Non è stato un addio soft – racconta il centrocampista classe 1990 – visto che i tifosi del Prato più accesi mi hanno rinfacciato questa scelta, anche perché nei miei tre anni con i lanieri mi sono trovato bene. Per vicissitudini varie, però, ho capito che non rientravo più nei piani della società e quindi ho accolto con favore la chiamata del direttore Giraldi: per me non è affatto un problema scendere di due categorie perché sono arrivato in una piazza ambiziosa».
Sestito. La prima curiosità, appena appresa la notizia dell’acquisto del nuovo portiere della Pistoiese Gianraffaele Sestito, è stato proprio il suo luogo di nascita: la città di Giano. E poi cos’è successo?
«Per me è un ritorno a casa – spiega il neo portiere arancione – anche se sono andato via all’età di 2 anni e Pistoia non me la ricordo proprio. Vengo da un campionato importante a Salerno e dovrò senz’altro conquistarmi la maglia da titolare sul campo e non a chiacchiere». E’ vero, però visto il suo curriculum, mister Gabbanini non dovrebbe avere difficoltà a gettarlo nella mischia fin da subito.
«Mi aspetta una stagione impegnativa – prosegue Sestito – ma sicuramente risponderò presente. Le mie caratteristiche? Mi piace parlare molto con la squadra durante la partita e ritengo di avere, come punto di forza, le uscite basse sui piedi degli attaccanti».
Regoli. Tredici gol nell’ultima stagione di Eccellenza toscana con i trionfatori del Fiesolecaldine hanno fatto conoscere questo ragazzo classe 1992 al piano di sopra e la Pistoiese se lo è subito accaparrato.
«Questa chiamata è molto stimolante per la mia carriera – afferma Regoli – e, dopo un campionato da protagonista a Fiesole in una squadra che ha vinto il campionato, sarei voglioso di concedere il bis anche se non sarà affatto facile.
Sono un trequartista puro che gioca dietro la punta unica, tanto che lo schema tattico a Fiesole era un 4-2-3-1. Mi sono allenato, in passato, assieme a Cecchi e Varutti a Prato, ma il gruppo lo devo ancora conoscere».
Giordani. Chi lo conosce bene lo apostrofa come una “bestia d’area di rigore”. Dopo le buone cose fatte vedere nella Primavera del Siena, però, per Giulio Giordani è il momento di dimostrare tutto il suo valore anche con i più grandi.
«Ci sarà da adattarsi ad un calcio molto diverso – chiude Giordani – però dovrò essere bravo a reggere la pressione che c’è in una piazza che ha voglia di calcio come Pistoia. Preferisco giocare come punta centrale e riesco a spaziare su tutto il fronte. Seguirò il lavoro di Lazzaro (il bomber esperto,ndr) per rubargli qualche segreto e migliorare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
