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È nata Pistoia GiochiAmocelA

PISTOIA. Il sogno di Roberto Maltinti è realtà: l’associazione “Pistoia GiochiAmocelA” ha visto la luce ieri al PalaCarrara, nel corso di una conferenza stampa introdotta dallo stesso presidente del...

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PISTOIA. Il sogno di Roberto Maltinti è realtà: l’associazione “Pistoia GiochiAmocelA” ha visto la luce ieri al PalaCarrara, nel corso di una conferenza stampa introdotta dallo stesso presidente del Pistoia Basket, affiancato dai sei tifosi biancorossi che, nel raccogliere il suo invito, hanno dato vita al progetto, nato per sostenere – soprattutto economicamente – la pallacanestro a Pistoia e provincia.

Federico Flori, Silvana Mazzocchi, Luca Leporatti, Fabio Bisin, Franco Ruffino, Samuele Pomposi e lo stesso Roberto Maltinti sono gli apripista di quella che ambisce a diventare una lunga lista di appassionati, disposti a partecipare attivamente, attraverso la sottoscrizione di una quota in denaro. «L’associazione è assolutamente no profit – spiega il presidente di Pistoia GiochiAmocelA, Federico Flori – non ha fini di lucro. Il nostro obiettivo è promuovere il basket a Pistoia coinvolgendo più persone possibile. L’intenzione non è di legarci solo al Pistoia Basket, ma di stringere rapporti con tutte le realtà del movimento e creare delle risorse per non far sentire più soli gli sponsor in un momento come questo».

Le quote hanno quattro “tagli”: 100, 300, 500 e 1000 euro. L’associato ha diritto (oltre al voto in assemblea) ad una serie di benefit: dalla partita omaggio in abbonamento (oltre a quelle già previste dalla società), a capi di abbigliamento della società, alla partecipazione ad una cena della squadra. Altri dettagli sono disponibili sulla pagina Facebook (facebook.it/pistoiagiochiamocela), che ha già circa 500 iscritti.

«Naturalmente non ci limiteremo al sostegno economico – interviene Samuele Pomposi – vogliamo entrare a pieno titolo nel tessuto sociale della città per sensibilizzare più persone possibile a sostenerci in questa avventura».

Nel progetto ci sono anche iniziative benefiche, incontri e una serie di eventi mirati a far sì che l'associazione, come ha sottolineato Flori, «non sia interpretata come una colletta fine a sé stessa ma diventi un punto di riferimento stabile e duraturo nel tempo». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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