Gioco
Il presidente Maltinti «La società non ha alcun senso di colpa»
Via Jones e Gurini ma la linea della Tesi Group non cambia «Non potevamo fare colpi di testa in nome della continuità»
PISTOIA. Roberto Maltinti non è un tipo che si nasconde. Era stato il primo a parlare di «continuità» e ora che il progetto si è infranto a nemmeno un mese dalla fine della stagione, con i saluti a Jones e Gurini, spiega che la società non poteva far altro che seguire la tabella di marcia stilata sulle conferme senza colpi di testa dal punto di vista economico. «Bobby era la nostra prima pedina – dice Maltinti – vuole aspettare l’A1 nonostante il nostro contratto fosse già pronto. Abbiamo deciso di non accettare il suo rinvio e siamo andati da Gurini ma nel frattempo aveva avuto un’offerta irrinunciabile. Noi gli abbiamo proposto un aumento ma non è cambiato nulla. Mi spiace molto ma la piramide si fa dalle fondamenta e per noi la scaletta era chiara: prima Moretti, poi Jones e Gurini».
La guardia pesarese ha detto che si parlava da mesi della sua riconferma e poi tutto si è fermato. «Non rinnego di aver detto che Jones e Gurini sarebbero stati i primi che avrei riconfermato – continua Maltinti – ma la società non può far nulla se ci sono altre offerte di mezzo. Non possiamo fare pazzie, facendo cose che dopo si pagano. So che il nostro direttore sportivo si è sentito spesso con il procuratore di Gurini, ripetendogli la nostra scaletta d’azione. Sono convinto che per fare una cosa si debba partire dalle fondamenta, altrimenti cade tutto».
Intanto la continuità sbandierata si ferma ai tre giocatori sotto contratto. «Due colonne come Toppo e Galanda – risponde il presidente – un nazionale Under 20 come Saccaggi, mi sembra una buona partenza. Ripeto, mi sarebbe piaciuto confermarne altri ma so che lo sport è così. Sono dispiaciuto ma mi spiace di più quando alcuni ragazzi sono andati via senza aver trovato un altro lavoro come Porzingis o Infanti. A Gurini ho detto che spero ci ringrazierà perché l’abbiamo messo in condizione di guadagnare di più. Noi perderemo due giocatori valorosi ma anche loro perderanno qualcosa, lasciando un ambiente come Pistoia».
»Come società – conclude Maltinti – non mi sento nessuna colpa di come abbiamo agito, tranne forse non esser stati subito pronti a fine campionato a far firmare a tutti un nuovo contratto. Forse sull’euforia avrebbero firmato qualsiasi accordo ma non potevamo permettercelo perchè non avevamo l'allenatore e non conoscevamo il budget. Noi dobbiamo fare un passo per volta».
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