Il Tirreno

Pistoia

«Noi della Tesi Group non siamo interessati al ripescaggio in A1»

di Elisa Pacini
«Noi della Tesi Group non siamo interessati al ripescaggio in A1»

Il presidente Maltinti smorza sul nascere qualsiasi speranza dopo l’addio di Teramo: impossibile trovare i soldi necessari

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PISTOIA. Roberto Maltinti chiude sul nascere qualsiasi possibilità (piuttosto remota in verità) di ripescaggio in A1 per la Tesi Group dopo la non iscrizione al massimo campionato del Teramo Basket.

Un addio doloroso quello dei teramani, dovuto a problemi economici, che ora lascia la storica tradizione cestistica abruzzese senza squadre professionistiche. Se non è ancora detto che la Lega di A1 ricorra al ripescaggio per sostituire Teramo e le altre società traballanti che entro ieri sera dovevano far chiarezza sul futuro (la sensazione è che da 17 squadre, si torni ad un campionato a 16), Pistoia sembra avere già le idee chiare in merito. «A me piace vincere i campionati sul campo – dice il presidente Maltinti – io non sono convinto dei ripescaggi. Sarebbe difficile mettere insieme in pochi giorni i soldi che servono per l’iscrizione ma, soprattutto, le promozioni mi piace ottenerle da solo. Certo, se avessimo vinto il campionato ci saremmo dati da fare per attrezzarci al cambio di categoria, ma i ripescaggi non mi danno emozioni».

Parole chiare che arrivano dopo quelle di Casale Monferrato, retrocessa sul campo dall’A1, che aveva già detto di non essere interessata a presentare domanda di ripescaggio. In realtà l’ipotesi ripescaggio per il Pistoia Basket è marginale nonostante al piano di sopra di grane ce ne siano parecchie e si assista, purtroppo, all’ennesima estate travagliata della palla a spicchi italiana. Teramo ha detto addio al basket ma anche Roma, ieri, non aveva ancora fugato i dubbi sull’iscrizione, mentre Treviso e Cremona si sono salvate in extremis. Il ripescaggio dall’A1 però non è così automatico come sembra perché va in base ad un ranking gestito dalla Lega stessa, in cui, insieme ai risultati del campo, pesano altri fattori, come la capienza del palazzetto, l’affluenza di tifosi, la storia della società e la vicinanza agli aeroporti. Una speciale classifica che l’anno scorso vedeva sulla rampa di lancio Reggio Emilia, mentre quest’anno mette in prima posizione addirittura la Tezenis Verona.

Se l’ipotesi ripescaggio non sembra interessare via Fermi, quello che emerge dopo le iscrizioni è un altro quadro drammatico del basket italico. In A1 stentano in tante e Treviso si è salvata confidando in una nuova società, con Pittis e Coldebella a fare da garanti, che ha già lanciato l’azionariato popolare, come Pistoia e Barcellona Pozzo di Gotto. In Legadue, nonostante tutte le aventi diritto si siano iscritte, la composizione del campionato potrebbe cambiare perché Brescia e Piacenza sembrano avere diversi problemi economici. I dirigenti delle due matricole della Bassa padana, entrambe qualificate agli ultimi playoff, hanno già lanciato l’allarme. In Legadue, prima avente diritto al ripescaggio, è la retrocessa Forlì, dopo ci sono Napoli e Torino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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