Il Tirreno

Pistoia

Ventuno nazioni presenti alla festa del podismo

di Giacomo Carobbi
Ventuno nazioni presenti alla festa del podismo

I partecipanti sono stati 1706: è un record assoluto per la corsa Riti, scaramanzia e un po’ di esibizionismo in mezzo a due ali di folla

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PISTOIA. La giornata più lunga del podismo pistoiese inizia presto, poco dopo le prime luci dell'alba. Alle 6 e 30 Piazza Duomo pullula già di podisti, pronti a dar vita alla 37ª edizione della Pistoia-Abetone. Una gara “inventata” nel 1968 dal leggendario maratoneta pistoiese Artidoro Berti e riproposta ininterrottamente dal 1976, cresciuta così tanto da diventare una delle ultramaratone più apprezzate e rispettate del mondo. Sono arrivati da tutta Italia e oltre, le nazioni rappresentate sono 21 e il numero dei partecipanti - record assoluto - è salito a 1706 dopo che gli organizzatori sono stati costretti a prorogare il termine ultimo per le iscrizioni al traguardo di Le Piastre. L'atmosfera è elettrizzante come sempre, si respira aria di festa ma per chi si prepara tutto l'anno in funzione di questa giornata la Pistoia-Abetone è anche una cosa molto seria. E allora i riti sono quelli di sempre, in bilico tra scaramanzia e un pizzico di sano esibizionismo: c'è chi si fa fotografare e chi sfugge a qualsiasi obiettivo, chi si concede una sgambata di riscaldamento per le vie della città e chi scambia due parole con il collega che non vede da un anno.

La corsa ha due volti ben distinti: quello agonistico, di chi è qui per vincere o quantomeno per arrivare tra i primi dieci; e poi c'è quello popolare, colorato, divertente e divertito di chi è qui per partecipare, per vincere la sfida con se stesso di riuscire a coprire la distanza prefissata senza guardare troppo il cronometro. La prima va via spedita, con il russo Tsiganov e il maratoneta laziale Alberico Di Cecco a dettare i tempi in un duello di gambe e nervi, l'altra si dipana fino al pomeriggio inoltrato lungo il serpentone d'asfalto che separa Pistoia dai quasi 1400 metri dell'arrivo. Tsiganov vince in tre ore e mezza e per circa un'ora sfilano i migliori, dopo il palcoscenico è per i protagonisti dell'altra Pistoia-Abetone: in ordine sparso arrivano i due fedelissimi, il pistoiese Giordano Chiappelli e il fiorentino Daniele Bianchi, sempre all'arrivo da 37 anni; la quarratina Michela Aniceti, la donna con il maggior numero di arrivi (24); il pistoiese trapiantato all'Elba Marcello “Bobo” Bonistalli, come da tradizione rigorosamente scalzo, costretto al ritiro a due chilometri dall'arrivo; Stefano Milianti, partito dall'Abetone in nottata e risalito insieme a tutti gli altri per beneficenza; Valerio Puccianti, il marescano arrivato da Parigi per portare a termine la sua undicesima Pistoia-Abetone a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno. E poi c'è Oliver, il barboncino bianco che si è fatto tutta la corsa al fianco del padrone. All'arrivo, il simpatico quadrupede sfoggia orgoglioso la meritata medaglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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