Il Tirreno

Pistoia

Il crollo a Reggio, poi la rinascita

di Elisa Pacini
Il crollo a Reggio, poi la rinascita

Solo infortuni e penalizzazioni discutibili hanno frenato la marcia dei biancorossi

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PISTOIA. Giugno 2011. La stagione del sogno parte da qui, da un largo cortile dal quale ogni giorno partono decine di camion stracolmi di piante che vanno in ogni parte d'Europa. Fabrizio Tesi decide di legare il nome della sua azienda, la Giorgio Tesi Group, ai canestri e nasce un connubio importante.

Sul versante squadra, si ricomincia da tre: Moretti, Saccaggi e Toppo che dice il doppio sì a Pistoia, alla sua Alessia e ai colori biancorossi (triennale).

Iozzelli e Moretti hanno la squadra in mente e, dopo il primo colpo, la regia esperta di Donte Mathis, ecco la reazione a catena. Oltreoceano, si pesca Dwight Hardy, perla sconosciuta del Bronx, si punta sul rilancio di "Air France" Yango fino al colpaccio Jones.

Un roster che vale già la candidatura al ruolo di outsiders delle big (a dominare il mercato ci sono Reggio, Brindisi, Veroli e Barcellona) impastato con la grinta di Giacomo Gurini. Dopo settimane, inoltre, la telenovela Fucka finisce quando la società annuncia il colpo dell'estate: Giacomo Galanda.

E' Moretti ad averlo convinto a dieci giorni dal raduno che porterà più di 400 persone al Palafermi, a sfidare la calura agostana.

L'avventura della nuova Tesi Group, partita per migliorare l'ottavo posto della Tuscany, inizia con la straripante vittoria sulla matricola Ostuni. L'avvio è buono (5 vittorie in 6 gare), Pistoia veleggia in testa nonostante i brutti stop di Imola e Jesi e alla 9ª giornata è già big match con gli eterni rivali di Reggio Emilia.

Al PalaBigi, la Tesi Group schianta di botto e rimedia un -48 tanto devastante quanto irreale per gli equilibri del campionato. Il sogno sembra già rotto, le prime critiche affiorano (Yango è un oggetto misterioso) e il clima si fa teso quando Pistoia perde l'imbattibilità casalinga contro Barcellona (9 dicembre) in un turbinio di contestazioni arbitrali e gli sfoghi di Maltinti e Jones. Il suo "perchè ce l'avete con me?" scritto sui social network è la frase del momento, ma ben presto verrà soppiantata da quel "Bevilo alla goccia Bobby Jones", nuova hit della Baraonda dopo le notti brave dell'ala californiana ma anche il suo risveglio natalizio (vittorie a Veroli e con Scafati).

A Forlì il ginocchio di Mathis fa crac e, tra voci, sussurri e summit di mercato si va con l'ennesima scommessa: consegnare la regia a Lorenzo Saccaggi con l'unico cambio che è l'arrivo del sorridente carioca Tavernari, quando Bologna bussa in via Fermi per chiedergli l'altalenante Yango.

Inizia un nuovo capitolo, quello dove i "sette reduci" diventano i "magnifici sette" e con il ragazzino in testa, mettono in fila Ostuni, Imola, la corazzata Brindisi per i primi 3 sigilli di 6 vittorie su 8 gare (unici stop con Bologna e Jesi dopo due overtime).

La rivincita contro Reggio Emilia diventa una sfida (18 marzo) che Pistoia stravince con un quarto tempino da record (28-3) che dice come non sia seconda a nessuno nel giorno dell’intitolazione del palas a Mario Carrara.

La sfortuna però ci mette ancora lo zampino, tira fuori dalla mischia per due gare il lottatore Gurini ed arrivano le prime due sconfitte consecutive della stagione a Verona e Barcellona. Nel mezzo c’è anche la mannaia del -2 per irregolarità nel pagamento dei contributi Fiba: il primo posto è andato e l’88-87 di Scafati rende una mission impossible anche il secondo. Non si sa ancora che la vendetta sarà lenta.

Pistoia, da terza, pesca Veroli nei playoff ai quarti ed al PalaCarrara la squadra di Gentile fa miglior figura del suo allenatore strappando un 1-1 sacrosanto ma a Frosinone splende solo il biancorosso.

I giallorossi si sfaldano in gara3 davanti a Toppo e si inchinano in gara4 a Jones. E' storica semifinale, contro Scafati che inizia col solito copione dei quarti: 1-1 casalingo con Scafati devastante sotto le plance con Thomas.

Ma la Moretti's band sorprende ancora e fa il blitz al PalaMangano, con 50 punti dei due Usa, e rimette tutto in gioco. Si va a gara5 con 3800 tifosi che prendono per mano i biancorossi conducendoli alla finalissima contro l'Enel Brindisi. Il 2-0 pugliese non fa una piega ma la Tesi Group torna nel suo fortino, mette in guardia Brindisi (2-1) e per un soffio manca la "bella" fermata in gara4 solo da un Gibson extraterrestre. L’Enel di Bucchi è in A1, ma Pistoia festeggia i magnifici 8 (è tornato anche Mathis in campo). Questo capitolo è chiuso, adesso bisogna ripartire per un nuovo romanzo senza smorzare l'entusiasmo che questa squadra ha saputo ricreare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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