Il Tirreno

Pistoia

La Tesi Group prova a far rimanere coach Paolo Moretti

di Elisa Pacini
La Tesi Group prova a far rimanere coach Paolo Moretti

Il presidente Maltinti punta anche sul potenziamento del settore giovanile, prima risorsa per squadra e società

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PISTOIA. Primo nodo convincere Paolo Moretti a restare, secondo investire sul settore giovanile. Roberto Maltinti detta la scaletta di una programmazione che in casa Tesi Group incombe, nonostante negli occhi di tutti ci siano le emozioni di una stagione difficile da scordare e forse da ripetere, tanto è stata unica. Scommesse (leggasi Hardy, Saccaggi ma anche Tavernari, vinte), risultati eccellenti e la “reconquista” del grande pubblico.

Presidente, partiamo dalle emozioni di questa stagione. Qual è stato il momento più bello e quello più difficile?

«Quello più difficile la penalizzazione. Ci avevano promesso che avrebbero valutato bene quello che è stato palesemente un errore di tempi ma, quando ci hanno tolto i due punti, mi è caduto il mondo addosso. Non sapevo come giustificarlo con me, né con i giocatori. Al loro posto io non avrei accettato nessuna spiegazione. Di attimi belli ce ne sono stati tanti: la vittoria su Reggio Emilia, gara3 della finale ma anche quello che è successo dopo gara4, la grande festa della gente per questi ragazzi. Ho visto un grande attaccamento incredibile da parte dei giocatori, vuol dire che abbiamo costruito davvero una grande famiglia. Non saremo una società ricchissima ma possiamo sopperire ai soldi con questa caratteristica».

Avete sempre evitato i proclami. C’è stato un momento in cui ha capito le grandi potenzialità della squadra?

«L’anno scorso avemmo una crisi tra gennaio e febbraio, perdemmo sei partite consecutive. Quest’anno non c’è stato il calo, lì ho capito che si poteva fare qualcosa di grande».

Lì la squadra ha reagito all’infortunio di Mathis e Pistoia ha scoperto la grinta di Saccaggi…

«Lo sapete come la penso. Io vorrei che tutti i giocatori venissero dal vivaio. Il nostro settore giovanile lavora nell’ombra, con molte difficoltà, ma ogni anno anche quando sembra impossibile migliorare, si migliora. Vedere Lorenzo in campo è stato come “passare alla cassa”, riscuotere per il lavoro che è stato fatto in questi anni. Chi cura il nostro vivaio merita tanti complimenti perché ogni anno ci stupiscono: finali nazionali, convocazioni, vittorie su Costone o Montepaschi. Bisognerebbe avere la forza di investirci di più. Penso che dopo aver ripianato il vecchio, bisognerà investire qui».

Per la prima volta un giocatore di Pistoia, Dwight Hardy, riceve il titolo di mvp del campionato…

«Non scordiamo che l’anno scorso avevamo il miglior stoppatore del campionato (Varnado, dnr). Vuol dire che chi li va a cercare, cioè Giulio (Iozzelli, ndr) e Paolo (Moretti, ndr), è bravo. Come società la nostra bravura sta nell’avergli dato carta bianca e nel fare di tutto nel mettere a loro agio i giocatori quando sono qui. Tutti quando vanno via sono dispiaciuti, vuol dire che qualcosa di speciale c’è».

Dal presente al futuro, quale sarà il primo passo?

«Parlare con Paolo (Moretti, ndr) e fare il massimo perché possa rimanere con noi. Sa che io vorrei ripartire da lui».

Quante probabilità ci sono, secondo lei, che rimanga?

«Io non le posso sapere. Gli ho solo detto una cosa: se ti arriva un’offerta importante, là dove noi non si può competere, cioè dall’A1, ti ci accompagno io. Altrimenti sai quel che lasci, ma non quel che trovi. Anche sul settore giovanile, il suo ruolo è e sarebbe fondamentale».

Durante la cena finale, ha confidato ai giornalisti di volersi dimettere da presidente perché un gruppo così è difficile da ritrovare. Il nostro consiglio è, rimanga qui e lotti per cambiare meno possibile questa squadra…

«Se avessi i soldi, li confermerei tutti. Ma io e Ivo (Lucchesi, ndr) siamo solo buoni amministratori di soldi di altri. Io penso che cambiare tanto non vada bene, perché si cambia quando le cose vanno male o quando non ci sono i soldi. I ragazzi lo sanno: non siamo ricchi ma siamo seri. Quando ho detto a Gurini del rinnovo di contratto, non l’ho fatto per caricarlo e vincere una gara in più ma perché lo pensavo. Faremo di tutto per non farci scappare lui e gli altri. Ma dipenderà dalla loro volontà».

A proposito di soldi da spendere. Dopo una stagione molto partecipata dal pubblico e con qualche movimento degli sponsor, ci sono novità?

«La situazione è leggermente migliorata, penso che chiuderemo per il secondo anno in pari. La cosa positiva è che una stagione così, ha fatto re-innamorare tutti. Penso che i nostri sponsor storici direttamente o indirettamente siano pronti ad impegnarsi per il futuro. Tra i piccoli qualcuno si tirerà indietro, ma il momento è questo».

Il connubio con la Tesi Group continuerà?

«Durante la cena finale hanno rinnovato la loro disponibilità e penso che non si possa che mantenere. Parte della familiarità alla base della squadra, è merito loro. Noi potremo trovare uno sponsor più quantitativo ma sicuramente non più qualitativo della Tesi Group».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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