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Pistoia

Baraonda ingabbiata al PalaPentassuglia

Baraonda ingabbiata al PalaPentassuglia

I tifosi: «Un trattamento assurdo, siamo stati costretti a starcene seduti e zitti in un angolo»

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PISTOIA. C’è chi ha trascorso soltanto qualche ora all’interno del “PalaPentassuglia”, chi invece ha vissuto quattro giorni di basket (e di mare) a Brindisi e dintorni, ma il trattamento ricevuto dai tifosi della Tesi Group in gara2 ha dell’assurdo e merita di far muovere una critica verso gli organi competenti. In una delle partite più importanti della stagione, i 30 “baraondini” presenti a Brindisi sono stati costretti a starsene seduti in un angolino del palazzetto ed obbligati a non aprire bocca per incitare la propria squadra.

«Quello che è successo è triste – racconta Federico Leporatti della “Baraonda Biancorossa” – visto che ci è stato proibito di cantare e sostenere la nostra squadra in quanto minacciati di prenderci dei Daspo. Tutto questo è inaccettabile e mette in evidenza le carenze del palazzetto brindisino». Già, perché a Pistoia cinque anni fa sono stati spesi 400.000 euro per costruire un settore ospiti che rispettasse le regole (10% della capienza totale da dedicare agli avversari) penalizzando il pubblico pistoiese in serate da tutto esaurito, mentre da altre parti tali leggi non vengono rispettate. Proprio come a Brindisi dove non esiste un settore ospiti e chi viene da lontano è costretto a vedersi la partita in maniera scomoda (pur pagando il biglietto) ed in mezzo agli altri tifosi, rischiando di creare tensioni che, per fortuna, non sono successe. La realtà è che il “PalaPentassuglia” non è adeguato ad ospitare match di Lega2 (ed anche A1) e a termini di regolamento Brindisi dovrebbe emigrare a Bari dove c’è un palazzetto da 7.000 posti. Ma, si sa, come nel basket moderno (vedi penalizzazioni) contino sempre di più i due pesi e le due misure.

«Appena Pistoia è andata in vantaggio – aggiunge un altro tifoso, Federico Flori – le forze dell’ordine ci hanno intimato di stare seduti e, soprattutto, in silenzio perché persone dietro di noi non potevano vedere la partita. Ed il rispetto verso chi si fa 2.000 chilometri fra andata e ritorno per sostenere la propria squadra dove finisce? Abbiamo fatto presente a chi di dovere a Brindisi che, se lì manca un settore ospiti, non è un problema nostro. E poi si viene a parlare di questioni di sicurezza: ma se per tutto il match si poteva girare tranquillamente ovunque. Questo dispiace perché, per quattro giorni, siamo stati trattati come principi dagli amici di Brindisi».

Saverio Melegari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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