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Pistoia

«Peccato, ce la potevamo fare»

«Peccato, ce la potevamo fare»

L’amarezza e il rimpianto di Galanda per i troppi palloni regalati

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BRINDISI. Da grande campione qual è, Gek Galanda ha provato con la sua classe (14 punti e 5/7 dal campo) di scuotere la sua squadra in una gara2 inizia bene e finita in sofferenza per la Tesi Group. Alla fine, davanti alle telecamere Rai, non ha nascosto il dispiacere sul secondo ko in due gare in terra pugliese. Se gara2 è stata tutta un'altra storia rispetto a gara1, la sostanza è che domani l'Enel arriverà a Pistoia per chiudere i conti. La sua amarezza è nella miriade di palle perse dalla sua squadra, tra falli (veri o presunti fischiati dalla deludente terna arbitrale) ed errori grossolani al tiro che hanno agevolato la cinica corazzata di Bucchi a far sua anche il secondo round della finalissima. «Sono molto dispiaciuto – dice il lungo biancorosso – in gara1 non c'eravamo ma stasera (ieri, ndr) potevamo davvero prendere la gara. Sentivo il feeling giusto con la partita ma abbiamo regalato troppi palloni e abbiamo perso per mancanza di lucidità. Poi abbiamo mollato in difesa, non ci capivamo tra di noi e martedì dovremo essere più presenti e pronti per 40' perché loro sono una squadra che punisce ogni tuo errore».

Parole sacrosante di un giocatore che, pur riconoscendo i meriti degli avversari, evidenzia la rabbia di tutta la Tesi Group che in gara2 ha dimostrato che non ci sta a fare la comparsa in una finale promozione meritatamente conquistata. «Non mi va di perder così – dice Galanda – per poca lucidità. Loro sulla carta sono più forti ma noi sappiamo fare grandi imprese e non ci spaventano. Il problema da risolvere verso la gara di martedì è stare attenti su ogni pallone perchè loro ti puniscono ad ogni sbavatura».

Pistoia aveva iniziato subito con ben altro piglio rispetto a gara1, giocando bene nei primi 20' per poi subire nel terzo tempino, il parziale Enel agevolato dalle palle perse (22 a fine gara) e dalla peggior gara nei playoff di Hardy. Su questo, dice il Gek Nazionale concordando con Moretti, ha influito anche un metro arbitrale che ha concesso davvero tutto alla difesa brindisina. «Lui e Bobby sono stati picchiati dall'inizio alla fine – dice Galanda – era la loro strategia e lo sapevamo. Hardy non è riuscito ad entrare in gara e può succedere, noi ci siamo incaponiti a cercarlo mentre dovevamo aiutarlo a farlo inserire nel vivo del match. In generale, i nostri canestri sono venuti più dal caso che da una buona organizzazione di gioco e su questo dobbiamo riflettere».

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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