Gioco
«L’energia era poca ma il cuore tanto Volevamo vincere»
Nei suoi 24 minuti in campo Gek Galanda non ha tradito le aspettative di Moretti e la Tesi Group è volata in finale
PISTOIA. Lo aveva detto Paolo Moretti alla fine di gara4, a Scafati: «Datemi Galanda in campo per più di 15 minuti e questa serie la possiamo portare a casa». Detto e fatto. I 24 minuti di “Gek” contro la Givova, corredati anche da 11 punti, sono bastati alla Giorgio Tesi Group per volare in finale. E, a questo punto, il sogno è stato raggiunto, cioè arrivare all’atto conclusivo. Non resta che giocarlo.
«È stata una partita in crescendo – spiega Giacomo Galanda – caratterizzata soprattutto dalla poca energia che avevamo nelle gambe, compensata, però, dal tanto cuore che abbiamo messo in campo. Devo dire che Scafati ha giocato bene e questa gara5 è stato un match vero, nel quale noi volevamo vincere in tutti i modi. Ed è per questo che non abbiamo mai mollato la presa».
Il primo quarto aveva messo un po’ di paura ai 3.800 del PalaCarrara, ma prima Saccaggi, poi Galanda con le sue bombe ed infine Hardy hanno mandato al tappeto una Givova Scafati che, alla lunga, si è dimostrata meno “squadra” di Pistoia.
«Ad inizio match – prosegue Galanda – abbiamo difeso molto male e, per certi versi, è stato come rivedere gara4. Poi sappiamo che questa Tesi Group diventa pericolosa ed esplosiva quando riusciamo a correre e, seppur in maniera meno diffusa che in campionato, se lo facciamo diventiamo inarrestabili. Non ho voglia di spendere troppe parole per Saccaggi, perché va lasciata in lui la voglia di continuare a migliorare, anche se in questa gara5 è andato davvero molto bene: ha preso la partita con personalità, pur partendo in panchina. Per come la vedo io, per ora viaggia molto sull’istinto, ma si sta migliorando».
Adesso si volta di nuovo pagina e, dopo Scafati, la Giorgio Tesi Group dovrà pensare come provare a battere Brindisi, per vivere fino in fondo questo sogno che sta galvanizzando una città intera.
«A 37 anni – spiega Galanda – non è facile giocare e devo concentrarmi con la maggior qualità possibile nei minuti che posso reggere il campo, piuttosto che la quantità. È tutto l’anno che siamo stanchi (ride,ndr) ed in questa finale l’Enel Brindisi parte senz’altro favorita, ma lo sport è bello per ribaltare i pronostici. Loro avranno tutta la pressione sulle spalle, ma per ora io mi godo l’accesso a questa finale, perché le emozioni di domenica sera sono state indescrivibili. Un obiettivo per la serie? C’è da migliorare alcuni aspetti tattici che sono il nostro punto forte».
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