Sicurezza
«Un brutto cliente il team del Trap»
I pistoiesi in campo contro l’Irlanda mettono in gurdia la Nazionale azzurra
PISTOIA. Non capita tutti i giorni di trovarsi davanti gente come Robbie Keane, il Trap, Tardelli e compagnia. Vale per il pubblico come per i cronisti abituati a commentare categorie meno “stellari”, e non fanno eccezione i giocatori di casa nostra. Tra quelli che martedì sera allo stadio “Melani” hanno affrontato la nazionale irlandese, il capitano della Pistoiese Francesco Calanchi era uno dei più avvezzi a telecamere e microfoni. Ma anche per lui è stata una serata speciale.
«Esperienza davvero piacevole – dice – è stata anche l'occasione per fare gruppo con altri giocatori della nostra provincia. Peccato solo per l'affluenza di pubblico, mi aspettavo di più dal momento che l'incasso è stato devoluto in beneficenza». Correttezza e fair play in campo e fuori, anche se gente come Robbie Keane quando ha il pallone tra i piedi non fa sconti: «E' proprio così – sottolinea Calanchi – prima della partita lui è stato il primo a scherzare con noi, ma in campo ha fatto vedere seriamente quello che sa fare meglio: i gol. Più di tutto mi è piaciuto l'atteggiamento dei giocatori irlandesi e di tutto lo staff al seguito: da professionisti così ti aspetti supponenza, invece sono tutti molto gentili e disponibili».
Tommaso Pieroni tornava al “Melani” da ex: «Mi ha fatto molto piacere giocare di nuovo sul terreno dove l'anno scorso vincemmo un grande campionato. Avevamo davanti una nazionale coi fiocchi ; ormai la squadra di Trapattoni è una presenza fissa di Europei e Mondiali, con calciatori che giocano in Premier League. Giocare con loro è stata una bella esperienza, senza dubbio».
Un brutto cliente per la selezione di Prandelli in vista degli Europei: «Il girone dell'Italia è il più difficile, non sarà una passeggiata nemmeno per la Spagna. Insomma, gli azzurri dovranno stare molto attenti».
Peccato solo per il gol che non è arrivato: «Se avessimo anche segnato sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta. Ci ho provato prima io ma il mio tiro è finito alto, poi Colombo ha preso addirittura il palo. Nel primo tempo non abbiamo sfigurato, anche se la parola d'ordine com'è ovvio era di non giocare duro e di lasciare il pallino del gioco a loro».
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