Sicurezza
«Solo il primo tempo di una serie lunga 5»
Crippa, ex capitano dell’Olimpia, carica la Tesi Group
PISTOIA. Quello di giovedì è stato solo il «primo tempo di una serie che ne può durare cinque».
A caricare la Tesi Group ci pensa l’ex capitano dell’Olimpia, Claudio Crippa. Il play più amato dalle parti di via Fermi si aspetta già stasera la reazione di Pistoia che, nella rimonta beffarda di gara1, ha dimostrato di volersi giocare tutte le sue carte fino alla fine. Crippa era in un parterre de roi con Gregor Fucka, Alessandro Infanti, Matteo Canavesi, i coach Giorgio Valli, Demis Cavina e il play cecinese della Benetton Massimo Bulleri.
Crippa, cosa deve fare Pistoia per riaprire la serie?
«La Tesi Group ha fatto un campionato strepitoso. Sta affrontando una serie di gare ravvicinate, il tempo per recuperare è poco, le rotazioni corte. Ma i giocatori in campo devono pensare ad una partita per volta, dimenticandosi gara1. Sabato mi aspetto la reazione perché Scafati si è dimostrata squadra profonda ed equilibrata, fisicamente imponente, ma i biancorossi devono giocare come hanno sempre fatto, rimanendo uniti, puntando sulla difesa e sfruttando le occasioni in attacco».
È d’accordo con chi dice che la Tesi Group ha giocato sotto i suoi standard?
«La serie mi sembra equilibrata, un episodio può decidere tutto. Scafati ha fatto sempre canestro, segnando tiri difficili, e non darei troppa responsabilità a Pistoia, che forse si è spaventata dal vuoto che Thomas ha fatto nel primo quarto. Quando devi inseguire di 10-12 punti, ti partono energie e freschezza. Pistoia ha comunque dimostrato di poter dire la sua, se il pubblico la spingerà come ha fatto giovedì, può dimenticare acciacchi e caldo di questi giorni. Toppo e compagni daranno battaglia perché c’è voglia di vincere, altrimenti non si recupera da -14 come ha fatto in gara1».
Thomas è stato devastante, ci si poteva aspettare di più da Jones?
«Pistoia ha giocato una gara intensa, deve limitare le palle perse, prima di un passaggio avventato bisogna pensarci su. I giocatori possono avere giornate no o di grazia, e lo stesso Jones si è dannato l’anima come gli altri. Se l’ultimo tiro entrava eravamo qui a celebrare una grande rimonta. È stato solo il primo atto di una serie che può averne cinque».
A proposito dell’ultima azione, da ex giocatore come la commenta?
«Hardy aveva due uomini addosso, ha fatto quello che si fa in questo giochino: ribaltare sull’uomo libero, sia egli la punta di diamante della squadra o un giovane. Il tiro poteva entrare come no, ma l’azione era costruita bene. Evotti si è fatto trovare pronto, non c'è nulla in più da dire».
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