Tesi Group al tappeto Sogno infranto al suono della sirena
Scafati espugna il PalaCarrara. Pistoia compie la rimonta ma sbaglia a 2” dalla fine il canestro della vittoria
PISTOIA. La "remuntada" stavolta non è riuscita alla Tesi Group, che ha rincorso per tutta la gara una grintosa Scafati, ma ha mancato la grossa occasione di afferrare in extremis una gara che non ha quasi mai avuto in pugno. Così i biancorossi si ritrovano subito sotto 1-0 nella serie, un inizio in salita che ricalca una gara ripida fin dai primi minuti per la squadra di Moretti.
Alla fine di una prestazione bruttina per i padroni di casa, rimane comunque il sapore in bocca dell'occasione persa dopo che i tre siluri di Hardy negli ultimi 80" avevano riaperto i giochi. Pistoia, che ha pagato in tutto il match la poca lucidità ed un eccessivo nervosismo, non ha saputo cogliere l'occasione. Non solo per un'ultima scellerata azione di cui si parlerà molto, col tiro della vittoria preso dal neo entrato Evotti (coraggioso ma perchè?) quando mancavano ancora un paio di secondi per cercare Hardy o Tavernari. Pistoia ha sprecato tantissimo in tutti gli ultimi 4' di gara, quando con una difesa più attenta era riuscita finalmente a isolare l'invincibile Hulk della squadra ospite, al secolo James Thomas, rebus di Toppo. La Tesi Group non ha saputo approfittare nemmeno dei tanti errori al tiro dei campani, fin lì protagonisti di percentuali importanti.
Dopo esser rientrata dal -14 di inizio ultimo tempino (54- 68) fino al -3 con le bombe di Tavernari e Saccaggi (67-70), è stata ricacciata indietro dai siluri di Ghiacci e di uno scatenato Casini, che ha messo a segno la più classica delle gare dell'ex (71-78 al 6'). Pistoia sembra aver accusato il colpo. Un nervoso Jones litiga col ferro anche dalla lunetta e il punteggio rimane così per 2' buoni, finchè il talento del Bronx decide che la gara non è ancora finita. Mancano 1'18" alla sirena quando Hardy si scuote dal torpore della sua gara e piazza la prima di tre triple siderali.
Il primo siluro è vanificato dal canestro di Thomas su cui arriva anche il quinto fallo di Toppo (74-80). La seconda dà il 77-80 ed inizia il valzer del fallo sistematico, con Pistoia che perde Saccaggi e Jones per falli. La terza arriva a 17" dalla fine e stampa quel 84-85 che i biancorossi non riescono a cambiare nonostante il regalo di Levin (infrazione di 5" sulla rimessa), gettato al vento dalla gestione dell'ultima azione.
Rimane il rammarico, certo, ma guardando a 360° la partita, Scafati per 30' ha fatto molto più di Pistoia, che si è trovata sotto fin dal primo tempino, finito a -7 con lo strapotere a rimbalzo di Thomas e Radulovic che alla fine ha fatto la differenza. Qui Toppo ha sofferto tantissimo, ricevendo poco aiuto da Jones e da Galanda, rimasto a lungo in panchina per problemi ad una caviglia.
Nonostante la brutta partenza, Pistoia è andata al riposo avanti, grazie ad un secondo tempino in cui ha iniziato a difendere, anche se caricandosi di falli con Toppo, Saccaggi e Jones. I canestri sono venuti tutti da recuperi difensivi. La ripresa però ha confermato che Scafati non è squadra che molla. Torna a battere là dove il dente duole (sotto canestro) mentre Marigney inventa canestri per un parziale terrificante di 15- 2 (52-63 al 27').
Pistoia non trova risposte dai suoi americani, con Jones che pensa più a battibeccare con Ghiacci, e Hardy che non si fa vedere in fase offensiva. Il +14 ospite al 31’ sa di "de profundis", con i 3400 del PalaCarrara ammutoliti. Invece la grinta viene fuori anche stavolta e la Tesi Group prova a cambiare quello che a 10' dalla fine sembra un finale già scritto. Il carattere c'è ma manca la lucidità (come in tutto il resto del match). Per ritrovarla ci sono appena 48 ore perchè sabato sera si torna in campo e ci sarà da contrastare una Scafati gasata a mille dall'1-0 esterno.
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