Gioco
Scafati al contrattacco «Non accettiamo lezioni da Maltinti»
PISTOIA. Quando tutto sembrava oramai dimenticato, da Scafati arriva un comunicato di ferro contro il presidente della Tesi Group, Roberto Maltinti, che ripercorre a loro modo di vedere ciò che è...
PISTOIA. Quando tutto sembrava oramai dimenticato, da Scafati arriva un comunicato di ferro contro il presidente della Tesi Group, Roberto Maltinti, che ripercorre a loro modo di vedere ciò che è successo prima e dopo la sirena finale di Scafati-Pistoia, finita 88-87 per i campani con tanto di invasione di campo non sanzionata dagli arbitri, che erano ancora sul parquet (così come prevede il regolamento) e per il comportamento tutt’altro che sportivo tenuto da un tifoso campano che, una volta in campo, ha colpito con un buffetto Dwight Hardy.
«Una pacifica invasione – si legge nella nota di Scafati Basket – vista e rivista innumerevoli volte sui campi a seguito di un finale di partita intenso e convulso, a nostro avviso non ha nulla di scandaloso, così come “urtare” un giocatore e non spintonare a seguito della pacifica manifestazione di gioia, laddove nessun atto di violenza è stato perpetrato verso alcun elemento di Pistoia».
Secondo la società campana, però, all’origine ci sono atteggiamenti ritenuti non consoni sul versante pistoiese.
«Di certo non hanno aiutato le dichiarazioni di coach Moretti nel pre-partita – continua il comunicato – riferendosi alla condizionabilità degli arbitri, cosa contestata nei fatti.
Detto questo, comprendendo il momento delicato che sta attraversando il presidente di Pistoia a seguito di un errore che gli è costato due punti di penalizzazione, non possiamo accettare lezioni di stile allorquando sono ancora vive nella nostra memoria le immagini della diretta televisiva dell’incontro tra Pistoia e Barcellona, nelle quali si è visto e sentito di tutto, a dimostrazione del comportamento dei tifosi pistoiesi e le frequenti inquadrature del presidente che inveiva contro gli arbitri e squadra avversaria».
E non solo. «Cosa dire – finisce la nota – del trattamento ricevuto in occasione della gara d’andata, in cui siamo usciti dal campo tra minacce, sputi e costretti a toglierci le divise sociali».
Mai come in questi casi, forse, il rimanere in silenzio è la miglior risposta, evitando così di andare ad esasperare ulteriormente gli animi.
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