Il Tirreno

Pistoia

«Avevamo fatto l’impresa l’arbitro ce l’ha negata»

di Elisa Pacini
«Avevamo fatto l’impresa l’arbitro ce l’ha negata»

Tesi Group, ancora furioso il presidente Roberto Maltinti per la beffa di Scafati Nessuna gioia neppure per la riforma dei campionati di basket

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PISTOIA. Arrabbiato non è la parola giusta. Il presidente Maltinti è ancora furioso nonostante dalla beffa di Scafati siano passati tre giorni e la Tesi Group sia nel mezzo della preparazione per la gara di domenica contro Forlì. Nemmeno la riforma dei campionati, che riporterà la Legadue al dilettantismo dal 2013/2014, scalfisce l’amarezza del patron. E, legandosi a quella penalizzazione che non ha digerito, torna ad attaccare i palazzi del potere del basket.

Presidente, cosa rimane in lei dopo Scafati?

«Tanta rabbia, ma non per me, per i ragazzi. Rammarico per quell’infrazione di cinque secondi sulla rimessa finale fischiata da Martolini che ha cambiato una gara fin lì anche ben arbitrata da tutti. I ragazzi avevano fatto un’impresa, ma con quel fischio ci ha tolto la palla di mano».

In effetti, riguardandola, i 5 secondi sulla rimessa di Jones sono molto veloci, ma anche Scafati ha protestato per il canestro di Saccaggi stoppato da Thomas…

«Se avanti di qualche punto, quel canestro non avrebbe avuto rilevanza. E poi i contentini, le compensazioni, non ci devono essere. Sono molto dispiaciuto per la squadra, che anche stavolta aveva dato tutto. Nel viaggio d’andata si è anche rotto il pullman, ma hanno fatto vedere ancora di che pasta sono fatti. Mi associo a Moretti quando dice che un gruppo così è motivo d’orgoglio»

Lunedì avete presentato il ricorso. Avete avuto garanzie sui tempi della risposta?

«Tra la fine del campionato e l’inizio dei playoff. Ma questa è un’altra storia che mi rattrista. Non dovevamo nemmeno farlo, perché non ci doveva essere la penalizzazione. Devo dire che tutte queste cose mi fanno venire paura per la gestione della pallacanestro del futuro».

Nelle ultime settimane travagliate, è passata in secondo piano la riforma dei campionati ,dove avete vinto la battaglia del dilettantismo per la Legadue. Contenti?

«Come si fa ad essere contenti per una riforma storpiata. Andava bene una Legadue dilettanti, a 32 squadre, ma non così. Avete visto le norme per l’ammissione ai playoff, la storia degli under: le società non dovranno più assumere direttore sportivi per fare le squadre ma ingegneri per fare tutti questi calcoli. Tra le due categorie (girone Gold e Silver,ndr) deve esserci più differenziazione. Era talmente semplice, bastava fare l’A1 e l’A2 come prima. Mi sembra che lo sport si voglia azzerare del tutto. Se vogliono far morire tutto, che lo dicano, almeno non ci si perde più tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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