Il Tirreno

Pistoia

Tre minuti maledetti per tre ko decisivi nel girone di ritorno

di Elisa Pacini
Tre minuti maledetti per tre ko decisivi nel girone di ritorno

Quelle gare perse al fotofinish contro Scafati, Verona e Jesi E il ds della Tesi Group se la prende anche con gli arbitri

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PISTOIA. Quel maledetto ultimo minuto. Quello in cui si è consumata la beffa più crudele del campionato della Tesi Group, a Scafati, come era successo a Verona e contro Jesi in casa, dopo ben due supplementari. Sono arrivate così, al fotofinish, tre ko sui cinque del super-girone di ritorno. E se, sul campo, dopo il giro di boa i reduci di Paolo Moretti hanno addirittura migliorato i punti dell’andata (16 contro 14), quei “tre minuti” potrebbero essere decisivi per metterla fuori dal podio dove è stata per 28 giornate.

Nella gara di domenica a Scafati, il margine vittoria e sconfitta è stato di una manciata di secondi. Cinque per la precisione (contestati da Pistoia, che ne chiedeva 4 per l’ultima azione di casa dopo la palla persa biancorossa), in cui Scafati ha ricordato quanto nel basket equivalgano all’eternità. Un tagliafuori mancato dopo l’errore del secondo libero di Marigney, che si è gettato sul rimbalzo vagante capitalizzando il canestro della beffa e trasformandosi da peggiore in campo per la Givova (ha finito con 17 punti ma con 6/14 da due e 0/6 da tre) a uomo-vittoria.

Minuti in cui il Pistoia Basket mette nel mirino la direzione arbitrale. «Quando pensi di andarti a giocare una gara, dal pronostico, sia chiaro, contrario – commenta il diesse Iozzelli – e poi finisce come finisce, la rabbia è difficile da smaltire. Purtroppo le stagioni sono fatte da tanti piccoli momenti, e tra penalizzazione, infortuni e il resto mi sembra che se ne stia buscando da tutti. Riguardando la partita, si può vedere la gestione degli arbitri negli ultimi 2 minuti: se avessimo potuto continuare a giocare la nostra pallacanestro, avremmo vinto».

Fatto sta che nell’ultimo 1’45” Pistoia si è piantata a quota 85, sbloccata solo dal canestro concesso a Saccaggi dopo la stoppata fallosa di Thomas (su cui Scafati si è arrabbiata). Qualcosa di crudelmente simile era successo meno di un mese fa al PalaOlimpia di Verona, dove Galanda e compagni avevano messo sotto nel gioco e nella grinta la Tezenis per poi arrivare al finale thilling: 76-74 con 18” da giocare per Pistoia, vanificati dall’incomprensione tra Tavernari e Hardy per lo scippo di West (78-74) prima della bomba finale di Galanda. Che dire poi della maratona persa al PalaCarrara contro Jesi (25 febbraio), dopo 50’ di battaglia, con Jones, Galanda e Hardy cacciati dai grigi e la grinta di Sacca e Guro a tenere in piedi una squadra stremata (107-107 a 1’ dalla fine) e poi punita solo dai liberi jesini.

Tre minuti maledetti che potranno scalfire la classifica ma non la corazza del più bel Pistoia Basket dal ritorno in Legadue.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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