Il Tirreno

Pistoia

«La società non tornerà sul mercato»

di Elisa Pacini
«La società non tornerà sul mercato»

Il diesse della Tesi Group esclude ingaggi in extremis dopo l’infortunio che potrebbe fermare Toppo per 20 giorni

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PISTOIA. Sarà l'ecografia a cui si sottoporrà oggi Fiorello Toppo a far capire l'entità dell'ennesima tegola caduta sulla testa di una Tesi Group. A caldo si è parlato subito di stiramento e di almeno 20 giorni di stop, che corrispondono esattamente alla fine della stagione regolare. Uno scherzo del destino che fa tornare di nuovo in auge la domanda aleggiata “Si torna sul mercato?”.

La risposta del diesse Iozzelli non è però diversa da quella data tre mesi fa, quando il ginocchio di Mathis fece crack, e dopo il problema alla spalla di Gurini, 30 giorni orsono. La sensazione è che si andrà avanti così, confidando in altri conigli dal cilindro di una squadra che non smette mai di stupire, come ha fatto superando domenica una squadra lunga come Veroli, surclassata dal carattere dei leoni dell'arena-PalaCarrara.

La società intanto aspetta gli esiti dell'ecografia. La diagnosi fatta a caldo, quando Toppo, all'8' della gara contro Veroli, dopo una brutta ricaduta da rimbalzo, complice la spinta di un avversario, ha dovuto lasciare il campo, parla di un problema muscolare ai flessori della coscia sinistra, con possibili 20 giorni di stop. Un tempo che proietta il suo rientro in campo per i playoff. Nel mezzo c'è la trasferta di Scafati e la gara casalinga contro Forlì, decisive per la classifica della regular season. Inutile evidenziare quanto giocarle ancora con le rotazioni all’osso, sia gravoso per la Tesi Group.

«Sarebbe gravoso anche per una sola» dice il direttore sportivo Giulio Iozzelli, che però esclude una ricognizione sul mercato in extremis. «Lo escluderei perchè per fare una cosa che abbia un senso dovremo avere subito un sostituto pronto. Alla luce della penalizzazione, è la gara di Scafati quella determinante per la nostra classifica. Ma come è noto, giocatori italiani in forza ad altre squadre non possiamo prenderli (i trasferimenti da A1 e DNA sono chiusi dal 28 febbraio, ndr), dovremo andare su giocatori di passaporto italiano che non giocano in Italia. Il che avrebbe tempi ben più lunghi. Ma al di là di questo, non siamo nelle condizioni economiche per farlo».

Una frase che i tifosi hanno imparato a memoria. Eppure un gettonaro non muoverebbe sicuramente cifre folli... «Non è una spesa folle – ammette il diesse – ma non lo era nemmeno in passato. Per questo se non si è tornati sul mercato prima, sarà difficile che si faccia ora. Anche perchè è vero che con l'infortunio di Fiorello ci vorrebbe un lungo ma, alla luce delle condizioni di Mathis, ci vorrebbe probabilmente qualcuno che allunghi la squadra in altri reparti. Ma a livello economico non è cambiato nulla in società».

L'unica conseguenza immediata sarà guardare in casa propria, cercando di aumentare i minuti di Della Torre (positiva sorpresa di domenica) o di Tuci. «Dovremo andare a Scafati senza pressione. Non siamo favoriti ma non lo saremmo stati comunque visto che il loro campo è un bunker (Scafati non ha mai perso quest'anno al PalaMangano). Questo ci deve dar stimoli in più ma non ci deve far perdere la serenità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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