Italia
Una gara vinta in 3 minuti Parola di Gek Galanda
Apprensione per l’infortunio di Toppo, rischia due settimane di stop Gurini: «Abbiamo sempre creduto nella vittoria anche quando girava male»
PISTOIA. L’infermeria della Giorgio Tesi Group, oramai, è come una porta girevole: fuori uno, dentro un altro. E così, per un Gurini che ritrova il campo, c’è Fiorello Toppo che causa stiramento molto probabilmente lo rivedremo soltanto in gara1 dei playoff.
«L’infortunio di Fiorello – spiega proprio il rientrante Gurini – non ci ha aiutato, ma la squadra ha sempre creduto nella possibilità di vincere, anche quando le cose non andavano bene. Era il momento di lottare su tutti i palloni ed, alla fine, è un lavoro che paga. L’anima del gruppo è che, chiunque entra dalla panchina, sa che può dare una mano e, soprattutto in difesa, ognuno di noi deve dare l’anima per avere anche maggiori convinzioni in attacco».
Altra partita di sostanza di un Giacomo Galanda che, per dieci minuti ha sofferto la rognosità di un Brkic indisponente, ma poi ha preso possesso, insieme a Jones, dell’area pitturata e per Veroli cercare di far canestro da vicino è diventata impresa titanica.
«Bobby – dice Gek – ci ha tenuto a galla per un buon periodo della gara, sia in attacco che in difesa, ma per come la vedo io questa partita l’abbiamo vinta in tre minuti, quelli dei miei due canestri e di Saccaggi, quando abbiamo iniziato a correre come sappiamo fare e Veroli non c’ha più ripreso. Questo è merito della mentalità vincente che abbiamo dall’inizio della stagione che ci consente di portare a casa la vittoria anche quando sappiamo che, nelle nostre gambe e nella testa, non c’è l’intensità per 40’. Adesso abbiamo Gurini e Toppo che si sono dati il cambio ai box, mi auguro che Fiorello rientri presto».
Con Galanda, però, è inevitabile affrontare anche il tema della penalizzazione in classifica per la Tesi Group.
«E’ ovvio che se sei in ritardo in qualche pagamento – conclude il pivot biancorosso – ti prendi la sanzione, però ci vuole equità nei trattamenti, visto che ci sono anche squadre che non pagano i giocatori. Si tratta innanzitutto di una brutta figura, per noi e per la società, che non ci meritiamo perché in questa stagione tutti si sono sacrificati. Se avessi saputo della penalizzazione, avrei fatto una colletta in giro per la città chiedendo un euro a ciascuno, il problema si sarebbe risolto subito».
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