Il Tirreno

Pistoia

«A giugno ci vorranno forze nuove»

di Elisa Pacini
«A giugno ci vorranno forze nuove»

Fabrizio Giusti parla da imprenditore del presente e, soprattutto, del futuro del Pistoia Basket

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PISTOIA. Un imprenditore con la vocazione dello sport. Per questo Fabrizio Giusti, titolare della Nuova Comauto, è una voce autorevole con cui cercare di capire come mai dopo due anni di appelli, il Pistoia Basket (di cui è tra i soci principali) continua a parlare di futuro senza certezze. «A giugno – dice l'imprenditore aglianese – si dovranno prendere decisioni importanti se non arriveranno rinforzi nel gruppo storico di contribuenti».

Giusti qual è il suo bilancio della stagione?

«Più che positivo per i programmi iniziali, per lunghi tratti abbiamo cavalcato un sogno. Le ultime gare ci hanno riportato alla realtà di una squadra corta che ha dei limiti».

Contro Veroli si riparte per difendere il secondo posto?

«Sì, ma sappiamo che da ora in poi la condizione fisica è importante. Nei playoff spesso chi è partito da ottavo, è arrivato in finale. Speriamo di recuperare tutti, compreso Mathis anche se non sarà utilizzabile al 100%».

Pistoia ha fatto parlare di sé scoprendo Hardy e lanciando Saccaggi, la società può esser soddisfatta?

«Diciamo che con meno budget, siamo riusciti a far quadrare il cerchio in modo diverso. Abbiamo potuto lanciare Saccaggi senza pressioni, pescando bene nel mercato Usa con Hardy come l'anno scorso lo fu con Varnado. Il merito va tutto a chi ha fatto queste scelte».

Nonostante ciò, il presidente Maltinti ha sempre ricordato alla piazza i problemi economici della società, a volte fino a metterne a dura prova l'entusiasmo...

«E' solo la verità. I soci storici hanno dato il massimo finora ma speriamo fortemente in forze nuove. Sappiamo che non è facile trovare altri sponsor ma i soldi che sono mancati per le sponsorizzazioni perse, circa 400.000 euro, sono quelli che non ci hanno permesso di avere un giocatore in più, forse di perdere due gare in meno. E' anche vero che in altri anni, con altri budget, i soldi sono stati spesi male, i risultati sono stati minimi. L'anno prossimo sarà quello decisivo: o la società verrà ricompattata con altre persone o bisognerà fare un'esame di coscienza sulla nostra realtà. Lo dico senza togliere niente al pubblico, meglio di così non può fare. E' l'unico attore che non deve essere tirato in ballo. Sono sempre meno i piccoli e medi sponsor. Per questo bisogna capire se Pistoia ha ancora possibilità di fare basket ad alto livello».

Lei è sponsor anche della Pallacanestro Agliana (C2), a livello tecnico la rete col Pistoia Basket, funziona...

«Sì, ma rimane il fatto che fare un budget con 4-5 soci storici che tirano sempre fuori i soldi, è dura. Per cavalcare un sogno, per rimanere ad un livello alto come secondo me Pistoia può fare, ci vuole più compattezza dal comprensorio economico territoriale».

Da imprenditore, come mai gli appelli da via Fermi sono caduti a vuoto, Tesi Group a parte?

«Per le grandi aziende, purtroppo, Pistoia non è una piazza interessante dove investire come potrebbe essere Firenze. Ci vorrebbero sponsor medio- bassi che sono quelli che oggi soffrono di più. Penso che per tutti noi soci storici, parlo di Caso, dei Carrara, di Conad, Becciani, saremmo più tranquilli vedendo altri interessati al basket. Devo dire che il ritorno pubblicitario quest'anno è stato eccellente».

Sponsorizza una squadra ciclistica, la Farnese. C'è il rischio di una trasferimento di Nuova Comauto dai canestri alle bici?

«Assolutamente no. Con il ciclismo c'è un rapporto di collaborazione da tre anni ma, per me il basket rimane al primo posto. Ripeto, da giugno vivremo un momento importante, quando chiuderemo la stagione economicamente».

Vista la sua amicizia con Allegri, non è che ci ritroveremo il suo marchio a Milanello?

«A Milanello ci vado spesso perché con il mister, di cui sono stato il primo presidente (all'Aglianese, ndr), c'è una grande amicizia. Per rispondere con una battuta, l'unico problema che non ha il Milan sono i soldi, dovrebbero essere loro a darcene a noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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